Covid19

Il grande grazie dell'IRST alla Protezione Civile e ai suoi volontari

Un grazie grande quanto l’enorme disponibilità e professionalità dimostrate in questi difficilissimi mesi di pandemia dai volontari della Protezione Civile. È quello che le Direzioni e tutto l’IRST, hanno voluto tributare alla Protezione Civile dell’Emilia-Romagna e a tutte le associazioni aderenti che, fin dal 13 marzo scorso – giorno in cui è stata montata nel parcheggio interno una tenso-struttura gonfiabile dedicata al triage infermieristico Covid-19 – hanno reso possibile il miglior svolgimento del percorso, accogliendo, indirizzando e informando i pazienti e tutti coloro che hanno avuto necessità di accedere all’Istituto di Meldola.

La conclusione dell’attività di accoglienza, resa possibile da circa 400 volontari provenienti da tutto il territorio, è prevista per questa settimana mentre – è bene ricordarlo – restano operative tutte le misure di controllo e i percorsi dedicati che saranno assicurati sempre dal personale IRST.

L’evento di saluto e ringraziamento si è tenuto giovedì, 23 luglio, alla presenza di esponenti dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile, del Coordinamento provinciale Volontari di Protezione Civile e di una rappresentanza dei volontari che si sono susseguiti in questi giorni

Siamo riusciti, insieme a voi, a ridurre un rischio gravissimo per i nostri pazienti: quello di contrarre il Coronavirus; un virus che si è dimostrato quattro volte più letale se attacca chi già soffre di una malattia oncologica – ha esordito il dr. Giorgio Martelli, Direttore Generale IRST IRCCS –. E questo senza intaccare le attività di cura, i ricoveri. Il vostro contributo, al fianco degli infermieri e degli OSS, è stato fondamentale; ancora più bello e ricco di valore è che questo aiuto così appassionato sia arrivato da volontari, a testimoniare quanto il territorio ci sia vicino”.  

Giovanni Martinelli, Direttore Scientifico IRST: “Grazie perché, anche se ci siamo trovati di fronte a una pandemia talmente rapida e violenta da colpirci con durezza mai vista, abbiamo potuto garantire la continuità di cura con serenità. Grazie al vostro impegno e vicinanza, alla vostra azione di servizio volontario per il bene comune più prezioso che è la salute. Non è finita, occorre vigilare perché la pandemia diventi davvero un ricordo del passato.” 

A seguire i saluti da parte dello staff dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile – Area Romagna Forlì-Cesena (presenti anche le colleghe Monica Raggi e Sabrina Gatti) portati dalla Responsabile Claudia Casadei: “Quello di oggi non è solo un momento di soddisfazione ma di grande importanza per la nostra Organizzazione perché ci permette di tirare le somme di quanto fatto e di quanto appreso, qui come su tutto il territorio di Forlì-Cesena. Senza i volontari al nostro fianco non sarebbe possibile far nulla di tutto ciò, soprattutto senza questi volontari, formati e preparati costantemente. Accogliamo i vostri ringraziamenti per porgervene altrettanti: vedere concretamente i risultati dei nostri interventi, infatti, ci spinge e ci motiva a continuare lungo questa strada”.

Gabriele Russo, Presidente del Coordinamento provinciale del Volontariato di Protezione Civile, realtà che somma più di 30 associazioni in Provincia per più di mille volontari attivi: “Anche io accolgo e restituisco i ringraziamenti: IRST è un’istituzione che sta facendo molto per il nostro territorio cui va la nostra riconoscenza come cittadini. Se il primo grande merito per come è stata gestita la pandemia va ai sanitari, a me piace ricordare anche i decisori, di tutti i livelli, e i volontari: nessuno era preparato ma abbiamo saputo reagire. In particolare, per noi, è stato un periodo di attività nuove: noi abituati a montare tende, riparare argini, gestire calamità e a farlo con la forza del gruppo, abbiamo imparato a lavorare in ambito di sanità, soprattutto a lavorare distanziati.

A chiudere gli interventi, Roberto Cavallucci, Sindaco di Meldola: “Nel mio ruolo di amministratore ho vissuto i giorni passati con l’idea costante di preservare la sicurezza delle tante strutture sociali e sanitarie del nostro comune e territorio; sapere che qui in IRST era presente un presidio di controllo coadiuvato dalla Protezione Civile ha rappresentato una grande sicurezza. Mi piacerebbe stringere la mano a tutti coloro che, con grande rispetto e spirito di dedizione, sacrificando tempo per sé e i loro cari, hanno consentito ad altri, in grave difficoltà, di vedersi salvata la vita.

  

IRST entra in un consorzio internazionale per identificare terapie cellulari sul Covid-19

L’obiettivo è ambizioso: comprendere la risposta dei linfociti T all’infezione da nuovo coronavirus e modificarli con tecniche di ingegneria cellulare per aiutarli a sconfiggere SARS-CoV-2. Per raggiungerlo, la società telefonica spagnola Cellnex Telecom ha deciso di finanziare con 5 milioni di euro un consorzio di centri di eccellenza europei nel campo delle terapie geniche e cellulari.

L’accordo è stato firmato oggi da Joseph M. Campistol, Direttore Generale dell’Hospital Clìnic de Barcelona – capofila del consorzio – e Tobías Martínez, CEO di Cellnex Telecom.

Tra gli enti che parteciperanno al progetto, oltre al capofila, ci sono, oltre all’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) di Meldola (FC), l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, l’Institute of Regenerative Medicine and Biotherapies di Montpellier e l’Hospital Universitario Gregorio Marañón di Madrid.

Il progetto durerà due anni e si concentrerà su due strategie terapeutiche distinte, che si basano entrambe sull’ingegnerizzazione dei linfociti T: da un lato aiutare il sistema immunitario dei pazienti a riconoscere e colpire le cellule infettate dal virus, dall’altro ridurre lo stato iper-infiammatorio che caratterizza le forme più gravi della malattia. L’idea innovativa è quella di reinventare tecnologie messe a punto per la lotta ai tumori – come le CAR-T – e usarle per aiutare l’organismo a rispondere in modo efficiente all’infezione. Per modificare con successo le cellule del sistema immunitario però, è necessario prima capire di più della loro azione nelle varie fasi dell’infezione. Questo sarà possibile anche grazie ai campioni biologici raccolti dall’IRST nel contesto dello studio CORSA.

"Nella consapevolezza che stiamo vivendo una situazione inedita, abbiamo deciso di agire in modo inedito e allocare risorse straordinarie a uno sforzo scientifico cooperativo tra ospedali e centri di ricerca europei. L’obiettivo è trovare nuove opzioni terapeutiche per i pazienti Covid-19", afferma Tobias Martinez, CEO di Cellnex. "Ma si tratta di un progetto che potrebbe avere ripercussioni anche per nel trattamento di altre patologie di origine virale.

Siamo onorati di rappresentare l’Italia, insieme all’Ospedale San Raffaele, in un progetto così importante ed ambizioso, capace di raccogliere centri di valore internazionale e che sicuramente avrà ricadute anche in ambito oncologico” commentano il Prof. Giovanni Martinelli, Direttore Scientifico dell’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS e il dr. Massimiliano Mazza, biotecnologo del Laboratorio di Bioscienze IRST IRCCS impegnato nello sviluppo preclinico di anticorpi terapeutici e terapie cellulari antitumorali. “La scelta, per un IRCCS oncologico qual è IRST, di aderire a questo studio preclinico è, anzitutto, dettata dall’impatto nefasto che il coronavirus ha sulle persone affette da tumore; una fascia di pazienti già portatori di fragilità gravi e particolarmente sensibili alla severità dei sintomi del Covid-19. La comprensione della risposta immunitaria nei pazienti Covid-19 ci consentirà di proteggere meglio i nostri malati. In più, lo sviluppo di terapie cellulari anti-Covid-19 getta le basi per approcci terapeutici di tipo cellulare che utilizzino l’ingegneria genetica a scopo terapeutico proprio contro il cancro” concludono.

Il progetto di ricerca

Nella risposta dell’organismo al nuovo coronavirus non c’è solo la componente umorale – legata cioè alla produzione degli anticorpi – ma anche una componente cellulare. Una volta prodotti gli anticorpi, infatti, sono i linfociti T a giocare un ruolo fondamentale: sono loro a dover attaccare con successo le cellule infettate da SARS-CoV-2 senza produrre eccessivi danni agli altri tessuti.

L’obiettivo del progetto di ricerca avviato grazie al finanziamento di Cellnex Telecom è proprio quello di comprendere meglio il ruolo di queste cellule nel combattere il virus e trovare il modo di aiutarle nel loro lavoro, da un lato rendendole più abili nel riconoscere le cellule infettate da SARS-CoV-2, dall’altro riducendo il rischio che forniscano una risposta immunitaria eccessiva e iper-infiammatoria, come si osserva in molti pazienti con forme gravi di Covid-19.

Il primo passo sarà selezionare e isolare dai campioni biologici raccolti dai pazienti Covid, i linfociti T in grado di reagire alla presenza di cellule infettate dal nuovo coronavirus e, soprattutto, capire quali sono i recettori coinvolti in questo processo di riconoscimento.

Una volta identificati questi recettori, i ricercatori utilizzeranno tecniche di ingegneria genetica, come le forbici molecolari CRISPR/Cas9, per ingegnerizzare delle cellule T e renderle più sensibili alla loro presenza e quindi più efficaci contro il nuovo coronavirus.

Infine, sempre partendo dallo studio dei campioni biologici raccolti dai pazienti con le forme più gravi di Covid-19, i ricercatori svilupperanno delle strategie per controllare meglio la risposta iper-infiammatoria che si osserva nei pazienti più critici. Anche in questo caso verranno utilizzate delle terapie cellulari, basate però sull’impiego delle cellule T regolatorie, che hanno lo specifico compito di modulare la risposta immunitaria.

sierologico

Idrossiclorochina: la posizione IRST sullo stop OMS

A fronte della posizione espressa dall’Organismo Mondiale della Sanità che intende bloccare precauzionalmente l’utilizzo dell’idrossiclorochina per il trattamento delle infezioni da Coronavirus e all’articolo recentemente pubblicato sulla rivista The Lancet portato a supporto di tale indicazione, l’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) IRCCS – promotore dello studio totalmente no-profit né sponsorizzato “PROTECT” per l’utilizzo a scopo profilattico di questo farmaco – nella persona del Prof. Giovanni Martinelli (Direttore Scientifico) e della Dr.ssa Oriana Nanni (Direttore Unità di biostatistica e sperimentazioni cliniche) intende precisare quanto segue.

L’emergenza COVID ha richiesto l’uso di farmaci, già usati per altre malattie, nonostante le scarse evidenze scientifiche sulla loro efficacia e sicurezza per la patologia specifica. In tale contesto epidemiologico la Food and Drug Administration USA e le corrispettive autorità competenti europee e italiane hanno approvato tali farmaci. Al di fuori dell’emergenza non sarebbe stato possibile somministrare farmaci la cui efficacia non fosse basata su evidenze scientifiche valide.

Il percorso metodologico per valutare un nuovo farmaco ha regole ben consolidate: solo studi clinici di grandi dimensioni, controllati e ben progettati, sono in grado di generare prove solide, necessarie durante il processo decisionale, per la sicurezza e l’efficacia delle possibili terapie per qualsiasi malattia, anche per il COVID.

Tali studi prevedono autorizzazioni delle autorità competenti e approvazioni da comitati etici (AIFA, Comitato Etico unico dell’Istituto Spallanzani); la loro gestione e il raggiungimento degli obiettivi e le analisi statistiche richiedono tempi che non possono essere più di tanto ridotti. Oggi nel mondo ci sono centinaia di studi sul Covid19 in corso i cui risultati potranno essere pronti solo nel prossimo futuro, compresi gli studi sui vaccini.

Lo studio pubblicato su The Lancet non è una sperimentazione clinica disegnata per valutare l’efficacia e la sicurezza dell’idrossiclorochina o della clorochina usata da sola o in combinazione con antibiotici su pazienti ricoverati in ospedale. È una raccolta di dati, di grandi dimensioni, che ha assemblato dati provenienti dai database, regolarmente alimentati per altri scopi (amministrativi, di gestione economica) di oltre 671 ospedali nel mondo in un periodo che parte da dicembre 2019 e che riguarda pazienti ospedalizzati con diversa gravità dell’infezione. Grande eterogeneità della popolazione inserita, scarsa qualità dei dati, gruppi non comparabili a confronto. Gli autori stessi dichiarano che “i risultati emersi non possono dimostrare una relazione causa-effetto del farmaco sull’eccesso di mortalità o su gli altri esiti negativi di cui sentiamo parlare. Solo studi clinici randomizzati potranno dimostrare il reale valore di tali farmaci”. Perché, dunque, questo risultato ha avuto una tale enfasi? Prima della pandemia una pubblicazione di questo tipo avrebbe provocato tanta ostilità nei confronti di un farmaco?

L’OMS ci pare aver sospeso “temporaneamente”, in via precauzionale, gli esperimenti clinici sull’uso dell’idrossiclorochina e clorochina in corso con i suoi partner in diversi Paesi non sulla base di evidenze scientifiche sufficienti. Tali decisioni, se protratte e confermate, impediranno alla comunità scientifica di capire il reale valore del farmaco.

Lo studio dell’IRST, PROTECT – del quale si ricorda il valore totalmente no-profit e per il quale l’Istituto sta operando un ingente investimento al solo scopo di conoscenza scientifica – come altri 50 studi contemporaneamente condotti nel mondo da istituzioni prestigiosi quale quella dell’Università di Oxford, intende valutare con una metodologia corretta e neutrale, il ruolo dell’idrossiclorochina in mono terapia in una popolazione che non ha nulla a che fare con quella analizzata sull’articolo di The Lancet, cioè positivi paucisintomatici e asintomatici per profilassi. Solo a fine sperimentazione potremmo presentare il valore o meno del farmaco – peraltro dal basso costo e dalla lunga storia di tollerabilità – stante che, per il progredire delle scienze, occorre disporre di nuove conoscenze che solo il più rigoroso metodo scientifico può produrre.

Idrossiclorochina: uno studio clinico IRST-UNIBO ne testerà l’effettiva efficacia per la prevenzione e il trattamento precoce del Coronavirus

Nel corso dell’odierno Consiglio di Amministrazione IRST è stata data informazione che il Comitato Tecnico Scientifico dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e il Comitato Etico Unico nazionale per gli Studi terapeutici sul Covid-19 (che ha sede presso l’Istituto Nazionale di Malattie Infettive “Spallanzani” di Roma) hanno dato via libera a PROTECT, studio coordinato dal Prof. Pierluigi Viale (Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna) e dal Prof. Giovanni Martinelli (Direttore Scientifico dell’Istituto Tumori della Romagna IRST IRCCS) e disegnato dalla dr.ssa Oriana Nanni (Direttore Unità di Biostatistica e Sperimentazioni cliniche IRST) con la collaborazione del Prof. Annibale Biggeri, consulente epidemiologo IRST.

La maggior parte dei pazienti affetti da Covid-19 risultano privi o con pochi sintomi, tanto che la convalescenza avviene presso il proprio domicilio con una conseguente alta possibilità di contagiare i conviventi. La pandemia da Covid-19 ha un alto tasso di trasmissione e i soggetti più sensibili al contagio sono le persone anziane, quelle con patologie croniche (insufficienza cardiaca e renale, diabete, cancro, ipertensione e malattie polmonari) e gli operatori sanitari.

PROTECT intende valutare l’efficacia di un trattamento di profilassi farmacologica in una popolazione non affetta da Covid-19, ma ad alto rischio di infezione, perché strettamente a contatto con una persona positiva, quindi conviventi del nucleo famigliare e/o operatori sanitari.

Attraverso la collaborazione con le ASL della Regione Emilia-Romagna, operatori dell’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS contatteranno i soggetti che, secondo i criteri definiti  dall’Organizzazione Mondiale della Salute, siano ritenuti potenzialmente a rischio definiti “contatti”. Questi, attraverso una rigorosa metodologia scientifica, verranno assegnati a due gruppi: un gruppo riceverà l’idrossiclorochina, un farmaco antimalarico e presunto antivirale già utilizzato per il trattamento di pazienti positivi sintomatici, mentre un gruppo (detto di controllo) sarà sottoposto alla sola stretta osservazione, fino ad oggi considerato l’approccio standard riconosciuto. Il reclutamento mira a raggiungere un numero di partecipanti di circa 2.000 soggetti, asintomatici a rischio.

Utilizzato principalmente come antimalarico e nel contrasto ad alcune forme infiammatorie autoimmuni (come l'artrite reumatoide), l'idrossiclorochina ha mostrato nei test in vitro eseguiti da numerosi laboratori, una notevole attività di contrasto ai coronavirus. Un dato che, affiancato alla possibilità di raggiungere elevate concentrazioni di farmaco nel tessuto polmonare, rende questa molecola particolarmente interessante e potenzialmente eleggibile per il trattamento del Covid-19. L’ipotesi di studio da confermare è che, se assunto precocemente al contagio il farmaco possa contribuire ad alleviare i sintomi dell’infezione.

Il farmaco è approvvigionato con una fornitura specifica ed aggiuntiva, senza “intaccare” la disponibilità dello stesso nelle farmacie per le persone affette da malattie reumatiche ed autoimmuni per i quali deve rimanere disponibile.  

A distanza di meno di un mese di trattamento si potrà valutare se il farmaco somministrato in profilassi riduce l’insorgenza di Covid-19 rispetto al gruppo di controllo.

Lo studio mira, inoltre, a valutare se il trattamento precoce con clorochina del paziente Covid positivo possa ridurre la sintomatologia e nello stesso tempo riduca la contagiosità nei confronti dei propri conviventi/contatti abbattendo la carica virale.

In caso di conferma dell’ipotesi dello studio PROTECT, ad integrazione degli importanti risultati ottenuti con il distanziamento sociale già messi in campo, si potrà disporre di una strategia di profilassi realmente capace di ridurre le dimensioni complessive dei contagi oltre ad offrire una interessante chance terapeutica.

Alla soddisfazione espressa dal Presidente IRST, Prof. Renato Balduzzi e dal Commissario per l’emergenza Coronavirus della Regione Emilia-Romagna, Dr. Sergio Venturi, si è unito l’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, Dr. Raffaele Donini: “Questa sperimentazione - che può contare sull'autorevole contributo del Professor Pierluigi Viale, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell'Università di Bologna - può portare un contributo decisivo alla lotta contro il Coronavirus, a conferma delle intuizioni dei trattamenti farmacologici che sono già in corso in modo capillare e tempestivo ad opera del nostro Sistema sanitario per aggredire il virus casa per casa, e per tentare di impedire l'aggravamento delle condizioni cliniche dei pazienti. Le Aziende sanitarie locali garantiranno piena collaborazione a questa sperimentazione, per arrivare il più rapidamente possibile ai risultati.

Covid-19, Novacolor sostiene il Progetto CORSA

La pandemia che ha colpito il mondo e in particolare l’Italia ha sconvolto la vita di tutti noi. Il lockdown ci ha costretti a vivere in casa eliminando qualsiasi rapporto sociale. Per chi tutti i giorni si dedica agli altri, come le onlus e i centri di ricerca per la salute, il sostegno dei cittadini è fondamentale per garantire i servizi e consentire ai più deboli di vivere con dignità.

Per questo motivo Novacolor, azienda di Forlì specializzata in decorativi e pitture per l’edilizia, partner di San Marco Group, realtà leader in Italia nei sistemi vernicianti per l’edilizia con sede a Marcon (VE), ha deciso di contribuire in modo significativo ai progetti di forte impatto in termini sociali e di salute.

Tra questi – a beneficiare di una liberalità di 5.000 € consegnata stamane dalla dr.ssa Roberta Vecci, marketing manager del Gruppo San Marco - anche lo studio CORSA, attivato dall’Istituto Tumori della Romagna IRST IRCCS in collaborazione con altri importanti centri regionali, per definire ulteriori strumenti utili per la sorveglianza, la diagnosi e il controllo della patologia da Covid-19 nei soggetti più a rischio. Attraverso la ricerca si mirerà a studiare più approfonditamente le modalità di diagnosi del virus, fondamentali per contrastarne la diffusione, valutando il corretto impiego dei test molecolari e sierologici rapidi nei soggetti ad alto rischio.

Stiamo vivendo tutti un momento complesso, che ci costringe ad affrontare cambiamenti importanti e che supereremo soltanto restando uniti e aiutandoci l’un l’altro – ha dichiarato Pietro Geremia, Vice President Sales e Marketing del Gruppo San Marco – Con questo gesto vogliamo dare un segno tangibile della nostra gratitudine verso coloro che si stanno impegnando nella lotta al virus”.

In un periodo così difficile abbiamo bisogno di un messaggio di speranza e di sostegno per le nostre attività di ricerca; per questo siamo grati a chi, come Novacolor, ci affianca in questo nostro compito così impegnativo” ha ringraziato il Prof. Giovanni Martinelli, Direttore  scientifico IRST IRCCS.    

È stata una vera emozione consegnare oggi i due assegni” afferma Roberta Vecci, marketing manager del Gruppo San Marco, “sempre di più il ruolo delle imprese deve essere connesso con il territorio. Siamo orgogliosi che Novacolor srl possa contribuire in modo fattivo a queste due realtà importanti”.

Una seconda donazione di pari importo è stata consegnata alla Cooperativa di Solidarietà Sociale Paolo Babini per le attività di accoglienza di minori in difficoltà. 

La liberalità a favore di IRST è stata possibile grazie anche all'impegno del dr. Cristian Pancisi e della Federazione Energia, Moda, Chimica e Affini (FEMCA) Romagna, Associazione sindacale che aderisce alla CISL.

Nella foto: Giovanni Martinelli, Direttore Scientifico IRST IRCCS; Claudia Lilli, datamanager Unità di Biostatistica e Sperimentazioni Cliniche IRST IRCCS, Mattia Altini, Direttore Sanitario IRST IRCCS, Roberta Vecci, San Marco group marketing manager, Cristian Pancisi, FEMCA Cisl Romagna, Marina Bragagni, Responsabile Infermieristico della gestione dei processi trasversali, Direzione Infermieristica e Tecnica IRST IRCCS e Livia Turci, biologa Centro Risorse Biologiche IRST IRCCS.

Accessi venosi centrali: è possibile rinviarne la manutenzione

Riportiamo le indicazioni diramate dall'AIOM - Associazione Oncologia Medica Italiana sulla possibilità di rinvio delle medicazioni degli accessi venosi centrali necessari per i trattamenti chemioterapici tramite infusione.

In questo momento di emergenza la possibilità di ridurre gli accessi ospedalieri per i pazienti oncologici è uno degli accorgimenti da perseguire al fine di proteggere i pazienti stessi. Tra le varie motivazioni di accesso periodico alle unità di oncologia vi è, al termine del trattamento, la manutenzione degli accessi venosi centrali, dispositivi fondamentali per l'infusione di chemioterapici e terapie di supporto. In molte istituzioni viene adottato un regime di manutenzione che prevede il lavaggio del port ogni 4 settimane, supportato da diverse linee guida (1,2,3,4,5,6,7) e dalle informazioni fornite dalle stesse case produttrici dei dispositivi. Tuttavia, sempre più dati di letteratura, stanno dimostrando che il prolungamento dell'intervallo di tempo tra i lavaggi del port in caso di inutilizzo, non sembra determinare un aumento del rischio di complicanze trombotiche ed infettive.

E' quanto emerge da diversi studi retrospettivi e prospettici sull'argomento. In particolare, uno studio di fase II prospettico a singolo braccio (8) ha valutato la sicurezza e l'efficacia di un intervallo di 3 mesi tra i lavaggi del port con soluzione salina eparinata, dimostrando, su un totale di 87 pazienti, che tale tempistica non si associa ad un tasso di complicanze superiore (occlusione: 11.49%), ma in linea con i dati di letteratura (10-15%; 9,10), senza casi di infezione o trombosi. Alla stessa conclusione è giunto uno studio retrospettivo osservazionale italiano (11), su 381 pazienti in totale, sottoposti a lavaggio trimestrale con soluzione salina. In un altro studio retrospettivo italiano (12), la schedula di manutenzione standard mensile, usata dal 2005 al 2009 , è stata comparata con quella ogni 8 settimane adottata successivamente, per un totale rispettivamente di 106 e di 347 pazienti.

Anche questo studio ha dimostrato l'assenza di differenze tra le due schedule in termini di occlusioni, trombosi, disfunzioni meccaniche ed infezioni. Alla luce di questi dati, in attesa di studi randomizzati prospettici di fase III, è possibile pertanto raccomandare in questo particolare periodo, il differimento dei lavaggi dei port a 8-12 settimane.

Covid-19, IRST avvia uno studio sulle modalità di rilevazione del virus

La fragilità delle persone affette da patologie oncologiche da un lato, molte delle quali soggette a immunodepressione quindi più predisposte ad essere colpite da infezioni e, dall’altro, il pericolo di contrarre il virus da parte del personale sanitario a causa della continua esposizione, hanno spinto l’Istituto Tumori della Romagna IRST IRCCS a promuovere, in collaborazione con altri importanti centri regionali, uno studio per definire ulteriori strumenti utili per la sorveglianza, la diagnosi e il controllo della patologia da Covid-19 nei soggetti più a rischio. Attraverso la ricerca denominata CORSA, si mirerà a studiare più approfonditamente le modalità di diagnosi del virus, fondamentali per contrastarne la diffusione, valutando il corretto impiego dei test molecolari e sierologici rapidi nei soggetti ad alto rischio.

CORSA si pone come obiettivo primario l’indagine epidemiologica della diffusione dell’infezione nella popolazione asintomatica; a questo scopo saranno complessivamente coinvolte, tramite colloquio medico e rilascio del consenso informato, circa 500 persone tra operatori sanitari IRST senza alcun sintomo ascrivibile all’infezione da SARS CoV-2, nota come sindrome Covid-19, e 50 pazienti oncologici in trattamento presso l’Istituto candidati a terapie immunosoppressive o a trapianto di midollo. La componente clinica onco-ematologica dell’Istituto in sinergia con la Direzione scientifica ha, infatti, evidenziato come siano maggiormente esposti a rischio infezione proprio queste categorie di pazienti oncologici, individuando in loro i candidati più idonei allo studio.

La dinamicità e la capacità di declinare le proprie attività di ricerca sulle esigenze, anche improvvise, che la medicina deve affrontare, sono qualità da cui non può prescindere un Istituto che ha come mission la ricerca scientifica qual è l’Istituto Tumori della Romagna (IRST) Irccs – spiega il Prof. Giovanni Martinelli, Direttore Scientifico IRST IRCCS -. Per questo motivo, mentre tutti gli studiosi del mondo sono al lavoro per profilare e combattere un nuovo nemico tanto pericoloso quanto sconosciuto come SARS-CoV-2 e la patologia da esso provocata (nota come Covid-19), anche IRST si unisce alla ricerca avviando uno studio per conoscere più approfonditamente il virus, mettendo in campo gli strumenti e le professionalità in essere.

Condotto sotto la supervisione del Direttore Scientifico IRST IRCCS, Prof. Giovanni Martinelli e il supporto del Centro di Risorse Biologiche (CRB) di cui è referente la dr.ssa Valentina Ancarani, della Direzione Infermieristica e Tecnica diretta dalla dr.ssa Sandra Montalti e dell’Unità di Biostatistica IRST diretta dalla dr.ssa Oriana Nanni, lo studio si svilupperà in collaborazione con il Prof. Vittorio Sambri, Professore di Microbiologia – DIMES Università di Bologna e Direttore dell’Unità Operativa Microbiologia del Laboratorio Unico di Pievesestina AUSL Romagna, il Prof. Pierluigi Viale, Professore ordinario di Malattie Infettive – Direttore del DIMEC Università di Bologna e dell’Unità di Malattie Infettive del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna e il Dr. Edoardo Carretto, Direttore dell’Unità Operativa di Microbiologia dell'Arcispedale IRCCS Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Le metodologie di indagine comprenderanno un semplice prelievo di sangue per la valutazione della risposta degli anticorpi verso SARS CoV-2 e l’esecuzione del test in RT-PCR su tampone rino-faringeo per valutare la presenza del virus; durante tutto il periodo dello studio, che durerà circa 6 mesi, i partecipanti verranno monitorati con cadenze stabilite per la rilevazione dei dati circa l’eventuale comparsa di sintomatologia compatibile con la malattia COVID-19, il decorso clinico e l’eventuale diagnosi confermata di presenza del virus SARS CoV-2.

Il prelievo di sangue sarà effettuato da personale IRST per determinare in circa 15 minuti, grazie all’impiego di test rapidi, la presenza di anticorpi che sveleranno ai ricercatori l’eventuale infezione da SARS CoV-2 in corso oppure la pregressa positività e il suo superamento. I risultati saranno poi confrontati con i dati virologici ottenuti su tamponi naso-faringei valutati dall’Unità Operativa di Microbiologia dell’AUSL Romagna diretta dal Prof. Vittorio Sambri. Inoltre il materiale raccolto potrà essere utile per identificare fattori genetici correlati all’infezione.

Questo studio è coerente e si integra con le indicazioni della Regione Emilia Romagna che prevedono l’effettuazione di indagini di laboratorio su tutti gli operatori sanitari in quanto maggiormente esposti al possibile contagio da SARS CoV-2 e che, contestualmente, potrebbero però non presentare sintomi: tale indagine viene condotta al fine di monitorare maggiormente e, conseguentemente, di migliorare la strategia per contenere la diffusione del virus.

Emergenza COVID-19 e solidarietà: donati all'IRST 500 camici monouso per proteggere operatori e pazienti

L’emergenza sanitaria da Coronavirus ha portato alla mobilitazione di numerosissime realtà pronte a sostenere chi è impegnato in prima linea. Anche l’Istituto Tumori della Romagna (IRST) Irccs è stato tra i beneficiari di un importante gesto solidale da parte della Scuola del Benessere di CNA Ravenna attraverso la donazione di 500 camici monouso per la protezione degli operatori e, di conseguenza, dei pazienti oncologici.

Si tratta di un presidio di protezione molto importante e sempre utilizzato dagli operatori sanitari, utile per prevenire l’eventuale trasmissione del virus e tutelare la salute dei pazienti e di chi si prende cura di loro.

Oltre ai 500 camici, la scuola del Benessere di CNA Ravenna ha inviato a IRST anche centinaia di mantelline monouso che potranno essere impiegate all’interno del progetto di umanizzazione “Angolo dell’Armonia”, che ripartirà appena sarà superata l’emergenza. Il progetto vede impegnate estetiste e parrucchiere che offrono gratuitamente ai pazienti IRST semplici trattamenti di bellezza e benessere per la loro cura esteriore, aspetto di fondamentale importanza nel percorso oncologico.

Covid-19, proroga delle esenzioni dal ticket e dell'assistenza sanitaria in scadenza

Si informa che, la Regione Emilia-Romagna, nell’ambito della gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, al fine di garantire continuità nell’assistenza e limitare gli spostamenti dei cittadini alle sole prestazioni inderogabili, ha disposto la proroga delle scadenze di  tutte le esenzioni a validità limitata che prevedono un rinnovo previa valutazione specialistica.

In particolare,  le esenzioni per le quali la scadenza interviene tra il 24 febbraio 2020 e il prossimo 30 giugno 2020, vengono prorogate d’ufficio di 120 giorni.  Le esenzioni E02 per disoccupazione ed E99 per lavoratori colpiti dalla crisi, che prevedono rinnovo mediante autocertificazione e la cui scadenza era fissata per il 1° marzo 2020, sono prorogate tutte alla data del 30 Giugno 2020.

 Inoltre, in applicazione, alle disposizioni dell'art. 12 del Decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9 “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”, sono state prorogate alla data del 30 Giugno 2020, previa richiesta dell’assistito, le iscrizioni al Servizio Sanitario Nazionale con scadenza antecedente a tale data.

Emergenza Covid-19, montato un tendone per il triage esterno

Per assicurare lo svolgimento delle attività assistenziali in sicurezza e nel rispetto delle più stringenti indicazioni emanate dal Governo per il contenimento dell’epidemia di Covid-19 / Corona Virus, nel parcheggio interno dell’IRST IRCCS di Meldola è stata montata una tenso-struttura gonfiabile dedicata al triage infermieristico all’accesso.

La misura – possibile grazie alla Protezione Civile, con prontezza e grande efficienza, che ha messo a disposizione la struttura e volontari per l’accoglienza – si è resa necessaria per alzare al massimo il livello di tutela già riservato ai pazienti oncologici, una fascia di cittadini particolarmente fragile e a rischio in caso di infezione.

Nel check point sanitario – attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 7 alle ore 19, quindi durante i momenti di attività sanitaria (visite, esami, terapie) – sarà presente personale infermieristico IRST che eseguirà un primo vaglio degli accessi. A tal proposito si informa che sarà consentito di accedere all’IRST solo attraverso l’ingresso principale (Via Piero Maroncelli, 40) e solo ai pazienti e loro eventuali accompagnatori (uno solo per persona ed esclusivamente per stretta necessità), il cui appuntamento sia stato confermato telefonicamente il giorno precedente (triage telefonico). Nel caso un paziente non avesse ricevuto la telefonata di triage il pomeriggio precedente l’appuntamento e avesse dubbi in merito, per fornire esclusivamente questo tipo di informazioni, IRST ha creato il numero dedicato 0543 739777, attivo dalle ore 14.30 alle ore 17.30, dal lunedì al venerdì. Utenti terzi potranno accedere solo per inderogabili e giustificabili esigenze lavorative o di servizio. L’accesso in IRST nei giorni di sabato e domenica sarà consentito solo a dipendenti in turno, mezzi e operatori in servizio e famigliari, ovviamente in perfetta salute, dei degenti.

“Siamo di fronte ad un’emergenza nazionale che richiede una forte risposta da parte di tutti e grande senso di responsabilità – spiega il Direttore Sanitario IRST, dr. Mattia Altini Ma sia chiaro, non dobbiamo avere eccessivi timori: stiamo mettendo in atto tutte quelle misure di cautela e controllo che ci permetteranno di tutelare i nostri pazienti, i loro famigliari e i nostri dipendenti nel miglior modo possibile. Abbiamo davanti a noi un obiettivo più ampio: raggiungere l’immunizzazione della popolazione nella maniera più progressiva possibile, evitando picchi nei contagi che rischierebbero di essere inconciliabili con la capacità di risposta delle strutture ospedaliere e con le risorse disponibili. IRST, ancora una volta, si dimostra una famiglia pronta ad accogliere al meglio e con il massimo sforzo possibile i nostri pazienti. L’impegno dei nostri professionisti, tutti, nessun escluso, è stato fin qui davvero encomiabile; siamo certi che uniti supereremo anche questo difficile momento.”  

Le Direzioni IRST, inoltre, nel raccomandare la massima collaborazione, ricordano che restano ovviamente valide le regole generali di prevenzione dal Covid-19: lavarsi spesso le mani, non toccare gli occhi, il naso o la bocca, proteggersi quando si tossisce utilizzando l’incavo del gomito o un fazzolettino usa e getta, non frequentare luoghi affollati, evitare ogni spostamento non necessario. Essenziale rimanere a casa. 

Per quanto riguarda i pazienti oncologici, qualora la persona abbia la certezza o il sospetto di esser venuta a contatto con soggetti positivi, dovrà segnalarlo immediatamente via telefono al proprio Medico di medicina generale e seguire le procedure predisposte dall’Azienda Sanitaria di residenza. Se sono previsti accessi in IRST, durante il triage telefonico, il paziente dovrà segnalare questa condizione al personale che deciderà i passi successivi. È doveroso comunicare anche se il paziente o persona a lui vicina accusa sintomi tipici del Corona Virus (principalmente febbre, tosse secca e mal di gola). Questo al fine di tutelare la salute degli altri pazienti presenti in IRST e che, causa la patologia di cui sono portatori, sono più fragili.

COVID-19, IRST informa

Gentile paziente, gentile utente, come saprai il nostro Paese sta attraversando un momento critico, che richiede la collaborazione di ognuno di noi. Le misure adottate dal Governo sono stringenti e molto severe, ma necessarie per battere un nemico insidioso come il CoronaVirus (COVID-19). Purtroppo dobbiamo tutti rinunciare a qualche piccola libertà per il bene più prezioso: la salute nostra, dei nostri cari e dell’intera comunità, specie delle persone più anziane e fragili. 

Tutti i dipendenti, lavoratori e professionisti IRST stanno già facendo il massimo per continuare ad assicurare la miglior assistenza possibile, in tutte le sedi IRST. Sappiamo che ci aspettano settimane di sacrifici, per questo è fondamentale il contributo di tutti.

Ti preghiamo di seguire queste semplici indicazioni, per il bene tuo e di tutti coloro che devono accedere ai servizi IRST.


  • Se hai un appuntamento in una delle sedi IRST sarai contattato dal personale per definire la migliore modalità di accesso. Ti chiediamo quindi di attendere questa telefonata per qualsiasi chiarimento sul tuo percorso in questo momento.
  • Restano valide le normali modalità di comunicazione per ogni altro chiarimento sul proprio percorso di cura.
  • Tutte le attività non assistenziali o di ricerca non differibili (es. formazioni, meerting, progetti di umanizzazione) sono state sospese.

Per evitare qualsiasi assembramento e consentire il rispetto delle distanze di sicurezza tra le persone, ricorda:

  • non recarti in IRST troppo in anticipo rispetto all'orario di appuntamento (il personale sanitario presente all’ingresso dell’Istituto regolerà l’accesso in base all’orario di appuntamento);
  • vieni in IRST se possibile da solo, o comunque accompagnato da una sola persona (in alcuni casi potrebbe essere chiesto all’accompagnatore di attendere fuori dall’Istituto);
  • sarà consentito l’accesso in IRST solo dall'ingresso principale ed esclusivamente a pazienti, dipendenti o per stringenti esigenze lavorative.

All'interno dell’IRST devono essere tassativamente rispettate le norme comportamentali ed igieniche indicate a livello ministeriale e regionale

  • mantenere la distanza minima di 1 metro tra persone; 
  • lavarsi spesso e a lungo le mani con acqua e sapone o con i gel alcolici presenti nei corridoi; 
  • evitare tutti i contatti ravvicinati (abbracci, strette di mano); 
  • utilizzare fazzoletti usa e getta per tossire o starnutire.

In generale vale la norma che vieta qualsiasi spostamento non strettamente necessario e il rispetto delle distanze tra persone (anche all'aperto).     


Si invita inoltre a seguire tutte le buone pratiche indicate dal Ministero della Salute > http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus e Regione Emilia-Romagna > https://www.regione.emilia-romagna.it


VADEMECUM

  • Lavarsi spesso le mani.
  • Evita il contatto ravvicinato (- di 2 metri) con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute (tosse, raffreddore, febbre).
  • Non toccarti occhi, naso, bocca con le mani.
  • Copriti bocca e naso se starnutisci o tossisci e poi lavati subito le mani.
  • Non prendere farmaci antivirali nè antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.
  • Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro e alcool.
  • Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate.
  • I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi.
  • Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.
  • Si raccomanda di non recarsi al Pronto soccorso nel caso in cui si ritenga di avere sintomi legati alla presenza del virus. Rivolgetevi al vostro medico di Medicina generale per avere maggiori informazioni, o chiamate il numero 1500 del Ministero della Salute o l'800 033 033 della Regione Emilia-Romagna. In caso di urgenze, naturalmente, rimane sempre attivo il 118.

regole corona virus

Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l.
Sede legale: Via Piero Maroncelli, 40 - 47014 Meldola (FC)
Tel. 0543 739100 - Fax 0543 739123
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