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Che tipo di tumore è?

Il termine tumore dell’utero comprende diverse forme di neoplasia che possono svilupparsi in quest’organo. La forma più frequente è il tumore all’endometrio, che origina dal rivestimento interno dell’utero e viene spesso diagnosticato in fase iniziale grazie ai suoi sintomi evidenti. Al contrario, i sarcomi uterini sono tumori più rari e aggressivi che colpiscono i tessuti muscolari o connettivi dell’utero, come il leiomiosarcoma o il sarcoma stromale endometriale.

Il carcinoma endometriale è strettamente legato a fattori ormonali, in particolare all’eccessiva esposizione agli estrogeni non bilanciati dal progesterone. Altri fattori di rischio includono obesità, diabete, ipertensione, menarca precoce o menopausa tardiva.

Quali sono i sintomi?

Il sintomo più comune del tumore all’endometrio è il sanguinamento vaginale anomalo, in particolare dopo la menopausa. Altri segnali d’allarme possono includere perdite vaginali insolite, dolore pelvico o durante i rapporti sessuali e, in stadi più avanzati, la sensazione di una massa nella pelvi.

È importante non sottovalutare questi sintomi, soprattutto se persistenti o ricorrenti. Una diagnosi precoce consente di intervenire tempestivamente, migliorando significativamente le possibilità di cura.

Come si previene?

Non esiste un sistema di prevenzione specifica per il tumore all’endometrio, ma è possibile ridurre il rischio attraverso uno stile di vita sano. Mantenere un peso corporeo adeguato, seguire una dieta ricca di fibre e povera di grassi saturi, svolgere attività fisica regolare e limitare l’uso di terapie ormonali non controllate sono buone pratiche preventive.

Le donne con fattori di rischio noti dovrebbero effettuare controlli ginecologici periodici. In caso di assunzione di terapia ormonale sostitutiva, è sempre opportuno confrontarsi con il medico per valutare il trattamento più adatto e sicuro.

Programma di screening in Emilia-Romagna

Quali sono le cure?

Le opzioni di trattamento variano in base al tipo, allo stadio e al grado del tumore, oltre che alle condizioni generali della paziente. Nella maggior parte dei casi, si inizia con un intervento chirurgico, che può consistere in un’isterectomia totale con o senza rimozione dei linfonodi. In situazioni selezionate si può ricorrere a radioterapia, brachiterapia, terapia ormonale, chemioterapia e a terapie mirate, soprattutto in presenza di mutazioni specifiche.

L’immunoterapia rappresenta un’opzione in via di espansione, soprattutto nei casi avanzati o recidivanti, ed è oggetto di numerosi studi clinici. Il trattamento viene sempre definito da un’équipe multidisciplinare, per garantire un approccio completo e personalizzato.

Quali sono i campi più promettenti della ricerca?

La ricerca sul tumore endometriale sta facendo importanti progressi. Le principali aree di studio riguardano:

  • la classificazione molecolare dei tumori, utile per personalizzare i trattamenti;

  • lo sviluppo di terapie a bersaglio molecolare e farmaci immunoterapici;

  • l’identificazione di biomarcatori nel sangue o nei tessuti;

  • nuove strategie per prevenire le recidive;

  • lo studio del microbiota uterino e vaginale, per comprenderne il ruolo nella risposta ai trattamenti.

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Le informazioni presenti in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non possono in alcun modo sostituire il consulto con un medico specialista. Per diagnosi, terapie o chiarimenti, è sempre necessario rivolgersi a un professionista qualificato.

Ultimo aggiornamento: 09 ottobre 2025, 12:06

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