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Cos'è

Le evidenze scientifiche dimostrano che uomini e donne possono presentare manifestazioni cliniche, fattori di rischio e risposte ai trattamenti differenti per molte patologie. Nelle donne, ad esempio, alcune malattie possono esordire con sintomi meno tipici; inoltre, differenze biologiche, immunitarie e metaboliche incidono in modo significativo sul decorso clinico. Variabili fisiologiche come composizione corporea, volumi di distribuzione, metabolismo epatico e renale o pH gastrico influenzano la farmacocinetica e la farmacodinamica, contribuendo a risposte terapeutiche eterogenee tra i due sessi. Nonostante ciò, per decenni la ricerca clinica ha arruolato prevalentemente uomini, definendo dosaggi e protocolli non sempre rappresentativi della popolazione femminile. In questo scenario, la Medicina di Genere si configura come dimensione trasversale e necessaria della formazione sanitaria, volta a comprendere come sesso e genere condizionino fisiologia, fisiopatologia, presentazione clinica, prevenzione, diagnosi e risposta ai trattamenti. L’integrazione di tali conoscenze nei percorsi assistenziali consente di migliorare equità, sicurezza e appropriatezza delle cure.

Nel campo oncologico, il ruolo delle differenze legate al sesso biologico e al genere è sempre più riconosciuto come determinante. Accanto ai tumori tipici o prevalenti di un solo sesso, molte neoplasie comuni a entrambi presentano peculiarità cliniche, biologiche e prognostiche tra uomini e donne, con ricadute concrete sulle strategie diagnostiche e terapeutiche. Per quanto riguarda i tumori del colon-retto, sono state descritte differenze rilevanti nella localizzazione anatomica più frequente, nelle caratteristiche molecolari e nella modalità di presentazione clinica. Ad esempio, nelle donne si osserva con maggiore frequenza un coinvolgimento del colon prossimale, una variante che può incidere sulla diagnosi precoce e sulla scelta degli approcci terapeutici. Anche l’adesione ai programmi di screening può variare tra i due sessi, influenzando l’identificazione tempestiva delle lesioni e, di conseguenza, la prognosi. I tumori del rene e della vescica mostrano anch’essi differenze significative legate al sesso. Le variazioni di incidenza tra uomini e donne si accompagnano a una diversa distribuzione dei fattori di rischio, incluse esposizioni ambientali e stili di vita, e a specificità nel comportamento biologico e immunitario delle neoplasie. Anche la risposta alle terapie sistemiche, come immunoterapia e terapie mirate, può presentare sfumature diverse tra i due sessi, evidenziando la necessità di un’interpretazione più attenta e personalizzata dei dati clinici. Il melanoma rappresenta infine un esempio molto studiato di differenze di genere in oncologia: le sedi di insorgenza tendono a variare tra uomini e donne, così come l’andamento clinico e la sopravvivenza, tradizionalmente più favorevole nelle donne.

Sono state inoltre osservate possibili differenze nella risposta ai trattamenti più recenti, in particolare immunoterapia e terapie a bersaglio, suggerendo l’importanza di considerare sistematicamente la variabile sesso-genere nella valutazione e nella gestione di questa patologia. Il progetto si propone di aggiornare i professionisti sanitari sulle principali differenze biologiche, immunologiche, metaboliche e cliniche tra uomini e donne nelle patologie oncologiche; di favorire un approccio diagnostico-terapeutico realmente personalizzato e orientato alla medicina di precisione; di migliorare l’appropriatezza prescrittiva e la sicurezza terapeutica; di sensibilizzare al ruolo della ricerca clinica inclusiva e dell’analisi dei dati stratificata per sesso e genere; e, in definitiva, di contribuire alla riduzione delle disparità neipercorsi di cura oncologici.

Responsabile scientifico dott.ssa Laura Ridolfi.

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Conferenza e Summit » Convegno

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Tumori femminili

Ultimo aggiornamento: 02 febbraio 2026, 11:15

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