IRST Dino Amadori IRCCS

Amori solidali: una coppia di sposi dona 19mila euro alla ricerca IRST - 3 giugno 2016

Grazie alla generosità di una coppia di neo sposi e al fondamentale supporto della Fondazione “Nadia Salcini”, l’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS ha ricevuto una donazione di ben 19mila euro per le proprie attività di ricerca oncologica. In particolare, la somma sarà destinata a sostenere il progetto ARTHE, un’innovativa tecnica per la cura dei tumori alla mammella messa a punto dal dott. Giovanni Paganelli, Direttore dell’Unità di Medicina Nucleare IRST IRCCS

La Fondazione Nadia Salcini, nata per sostenere lo sviluppo della ricerca scientifica contro la leucemia e fornire assistenza alle persone affette da questa malattia, ha devoluto 19mila euro all’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS. La somma è il risultato di un gesto di grande generosità da parte di una coppia di neo sposi cesenati che hanno deciso di rinunciare, in occasione del loro matrimonio, ai regali di nozze chiedendo agli invitati di fare una donazione alla Fondazione che ha, a sua volta, devoluto a IRST la somma raccolta. In particolare, la coppia di sposi ha espresso il desiderio di sostenere il progetto ARTHE, un’ innovativa tecnica per la cura dei tumori alla mammella messa a punto dal dott. Giovanni Paganelli, Direttore dell’Unità di Medicina Nucleare IRST IRCCS.

Il progetto denominato ARTHE – acronimo di Avidination for Radionuclide Treatment – è nuova metodica sperimentale per il trattamento di lesioni non palpabili della mammella identificate nell’ambito dello screening oncologico e confermate come maligne attraverso una biopsia. La tecnica ARTHE prevede una semplice iniezione locale di una soluzione minimamente radioattiva nella piccola cavità creata dal prelievo di materiale della biopsia. In questo modo si potrà ottenere una distribuzione del radiofarmaco proprio nel sito dove si trova la massa tumorale. Questa metodica, nella prima fase, sarà eseguita in regime ambulatoriale presso la Prevenzione Oncologica dell'AUSL della Romagna sede di Forlì. Dopo qualche settimana, a seguito dell’intervento chirurgico, si potrà valutare se permangono cellule tumorali oppure se il radiofarmaco è già stato in grado di eliminare tutte le cellule malate. Se i risultati risponderanno a quanto atteso, questa metodica, minimamente invasiva, potrà sostituire l’intervento chirurgico per alcuni sottogruppi di donne con lesioni non palpabili e che oggi devono purtroppo subire interventi e cure particolarmente pesanti. La bontà del progetto ARTHE porrà le basi per il lo studio successivo denominato IART.

 

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