Prevenzione del melanoma: IRST in prima fila per la campagna "Il Sole per Amico" - 5 maggio 2015

Incidenza raddoppiata in 30 anni per il più aggressivo e temuto tumore della pelle: in Italia oltre 100.000 persone colpite e 10.000 nuovi casi ogni anno. L’esposizione ai raggi UV del sole e delle fonti artificiali è il principale fattore di rischio. Per fronteggiarlo – attraverso l'assunzione dei più corretti stili di vita – parte la campagna nazionale con la conduttrice Licia Colò,  “Il Sole per amico”, promossa da IMI (Intergruppo Melanoma Italiano) e patrocinata da Ministero della Salute e AIOM. A presentarlo, martedì 5 maggio a Roma, uno dei promotori: il prof. Ignazio Stanganelli, Responsabile del Centro clinico-sperimentale di Oncologia Dermatologica - Skin Cancer Unit dell'IRST IRCCS.

Un’incidenza più che raddoppiata negli ultimi 30 anni. Uno sviluppo subdolo e aggressivo che ne fa il più temuto tra i tumori delle pelle. Con l’estate aumentano le occasioni di esposizione non protetta ai raggi UV emessi dal sole, principale fattore di rischio. Ma durante tutto l’anno il crescente uso di lampade abbronzanti e lettini espone la popolazione, soprattutto i più giovani, ai raggi UV artificiali, considerati cancerogeni dall’Agenzia per il Cancro.

Per accendere i riflettori sul rischio melanoma e sull’importanza di una corretta esposizione parte “Il Sole per amico”, campagna nazionale di prevenzione primaria promossa da IMI (Intergruppo Melanoma Italiano) con il patrocinio del Ministero della Salute, AIOM e il sostegno dell’azienda MSD consociata italiana di Merck & Co.

Tra i protagonisti dell'iniziativa, riunitisi martedì 5 maggio presso la Camera dei Deputati per la conferenza stampa di presentazione, c’erano il responsabile IMI per l’area dermatologica, Ignazio Stanganelli, la conduttrice televisiva Licia Colò (madrina della campagna), la presidente dell’IMI, Paola Queirolo (Istituto Nazionale Tumori di Genova), il deputato Federico Gelli (Commissione Affari sociali e Sanità della Camera), Vito De Filippo (Sottosegretario alla Salute) e l’amministratore delegato MSD-Italia, Pierluigi Antonelli.

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, invece, non potendo presenziare alla conferenza stampa, ha inviato una sua dichiarazione tramite lettera: "Sono fermamente convinta che il melanoma sia una tipologia di tumore che può essere contrastata attraverso un'efficace azione di prevenzione - scrive il Ministro – per questa ragione diventa ancora più importante, grazie ad iniziative come quella avviata da IMI, innalzare il livello di attenzione della popolazione, diffondendo nell'ambito della stessa la cultura della prevenzione e, soprattutto, informando il maggior numero di persone possibile sull'importanza degli screening diagnostici al fine di limitare l'insorgenza dei tumori e di combattere gli effetti potenzialmente devastanti".

Uno spot interpretato da Licia Colò, attività d’informazione nelle stazioni ferroviarie di Roma e Milano a giugno e nelle località della Riviera Adriatica nei week-end di luglio, un sito web e una pagina Facebook inviteranno i cittadini a prendere solo “il bello del sole” e, in occasione delle prossime vacanze, ad aumentare il livello di attenzione, proteggendosi sempre in maniera adeguata al mare o in montagna. E dall’autunno la campagna proseguirà nelle scuole elementari con attività educazionali che coinvolgeranno i ragazzi insieme agli insegnanti e alla famiglie.

Licia Colò, viaggiatrice esperta di latitudini “rischiose” e mamma di una bambina, ha dichiarato: "mi sento vicina ai messaggi di questa campagna, anche perché al sole mi scotto facilmente a causa del mio fototipo: proteggere noi e i nostri figli è una questione di conoscenza e di buone abitudini. Se in passato sono stata poco attenta, oggi proteggo me stessa e mia figlia con creme ad alta protezione, cappello e occhiali da sole".

In Italia attualmente almeno 100.000 persone convivono con un diagnosi di melanoma. Circa 10.000 i nuovi casi ogni anno. L’età media dei pazienti con diagnosi di melanoma è di soli 50 anni e il 20% dei casi viene riscontrato in pazienti di età compresa tra 15 e 39 anni. Il tasso di mortalità resta ancora molto elevato poiché nella maggior parte dei casi questo tumore viene diagnosticato in fase avanzata o metastatica: il 20% dei pazienti purtroppo non supera la malattia. L’esposizione ai raggi ultravioletti (UV), la presenza di nei o lentiggini e la carnagione chiara associati a fattori genetici di suscettibilità sono i principali fattori di rischio. Le scottature solari prese durante l’infanzia o l’adolescenza possono innescare un processo patologico che, a distanza di molti anni, può favorire la probabilità di sviluppare il melanoma in soggetti predisposti. Pochi altri tipi di tumore possono però essere contrastati altrettanto efficacemente attraverso le attività di prevenzione primaria, basate sulla corretta esposizione al sole, e di prevenzione secondaria, in primis l’autoesame della pelle per diagnosticare precocemente la malattia. “La campagna promossa dall’IMI – sostiene Paola Queirolo – è di fondamentale importanza nell’ambito della prevenzione al melanoma; obiettivo che il network multisciplinare dell’IMI, raccogliendo i maggiori esperti italiani, persegue con impegno, dedicandosi a sensibilizzare la popolazione e le istituzioni.”

A spiegare quali sono le regole fondamentali per una corretta esposizione è Ignazio Stanganelli, Responsabile del Centro clinico-sperimentale di Oncologia Dermatologica - Skin Cancer Unit dell'IRST IRCCS: “È importante esporsi gradualmente per ridurre il rischio di scottature, in particolare per chi ha un fototipo chiaro. Bisognerebbe cominciare da un’esposizione di 45-50 minuti il primo giorno aumentando ogni giorno il tempo di esposizione fino ad ottenere in 15-20 giorni un’abbronzatura uniforme e duratura. Si dovrebbe ridurre l’esposizione tra le 11.00 e le 15.00. E sotto il sole sarebbe sempre consigliabile utilizzare indumenti e un cappellino e proteggersi con creme dotate di filtri per i raggi UVA e UVB, applicandole in dosi adeguate e per più volte, ogni 2-3 ore. I bambini devono essere assolutamente protetti dalle scottature e va evitata l’esposizione diretta dei neonati fino a 1 anno. Grande attenzione va posta anche alle radiazioni ultraviolette artificiali: dal 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanita` le considera come carcinogeni completi, in quanto sono coinvolte nella formazione dei tumori maligni della pelle. Dal 2011 in Italia l’uso delle lampade abbronzanti e` vietato alle persone più vulnerabili come i ragazzi sotto i 18 anni, le donne in stato di gravidanza, i soggetti che in precedenza hanno sviluppato un tumore maligno della pelle ed i soggetti con pelle chiara che non si abbronzano o che si scottano facilmente. Tutte queste restrizioni sono indispensabili perche´ le radiazioni ultraviolette, oltre a provocare danni a breve termine (come eritema e arrossamento della pelle accompagnato da prurito o bruciore), possono provocare alterazioni che compaiono anche dopo molti anni di distanza dall’esposizione. Inoltre l’utilizzo dell’UV artificiale prima dei 35 anni aumenta notevolmente il rischio di sviluppare tumori della pelle nel corso della vita.”

L’iniziativa dell’IMI recepisce una delle indicazioni del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018 che raccomanda la realizzazione di campagne di comunicazione per informare giovani e giovanissimi sui i rischi e i danni prodotti dall’eccessiva esposizione ultravioletta solare e artificiale.
La Skin Cancer Unit IRST IRCCS e l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR) avevano anticipato questa direttiva nell'ambito dell’importante progetto "Salviamo la pelle" – sviluppato in Romagna nel periodo 2010-2012 per la prevenzione nelle spiagge, nelle scuole e nei centri di abbronzatura artificiale – i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulle maggiori riviste dermatologiche internazionali e su un libro di imminente uscita.

QUI l'intervista al prof. Ignazio Stanganelli  relativa alla campagna IMI “Il Sole per amico” andata in onda sulla web tv Medicina e Informazione.

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