Presto inaugurato a Mwanza l'Acceleratore donato da IRST e Ass. Tison- 25 maggio 2015

Presto attiva, presso il Bugando Medical Centre, ospedale civile di Mwanza (Tanzania), la più moderna Unità di Radioterapia della Tanzania e dell’intera Africa sub-sahariana grazie all'impegno e alla collaborazione dell’Associazione “Vittorio Tison”, dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) IRCCS e dell’ospedale tanzanese. Inaugurazione prevista per il prossimo 27 giugno

Grazie all'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) IRCCS e all'Associazione Vittorio Tison, anche la Tanzania e l'intera fascia sub-sahariana potranno presto contare sulle chance terapeutiche offerte da un moderno polo radioterapico. Il prossimo 27 giugno sarà, infatti, ufficialmente inaugurato l'Acceleratore lineare donato al Bugando Medical Centre (BMC), ospedale civile di Mwanza (Tanzania) con cui IRST e Associazione Tison collaborano da anni in ogni campo dell'oncologia, dalla prevenzione alla ricerca.

La strumentazione, precedentemente in uso presso la Radioterapia di Ravenna, rappresenterà il cuore di quello che sarà il più evoluto polo radioterapico di quella vastissima regione africana, permettendo ai professionisti tanzanesi di affrontare, con reali possibilità di cura e con costi nettamente inferiori rispetto a terapie farmacologiche, oltre il 60% delle patologie tumorali, in tutte le fasce di età. Il progetto che, per l’altissimo valore umanitario e per il positivo impatto sanitario, rappresenta uno degli eventi più importanti per l'intera oncologia in Africa, è stato fortemente voluto dal prof. Dino Amadori sia in veste di Presidente dell'Associazione Tison sia di Direttore scientifico IRST ed è stato possibile anche grazie al generoso contributo di una famiglia della Romagna, che preferisce mantenere l’anonimato, resasi disponibile a sostenere le ingenti spese di trasporto del macchinario.

“Anzitutto mi preme portare un doveroso e sentito ringraziamento al nostro Consiglio di Amministrazione – ha esordito il Direttore Sanitario IRST, Mattia Altini, in apertura della conferenza stampa di presentazione delle attività – che ha deciso di comprendere nel progetto di upgrade dei macchinari della Radioterapia di Ravenna anche l’iniziativa su Mwanza. Il CdA ha, infatti, concesso di donare l’Acceleratore sostituito presso l’Ospedale di Ravenna; un passaggio che, per il valore patrimoniale, potrebbe risultare poco incidente ma invece ha in sé, visto l’arco temporale d’impiego dello stesso e per il fatto che sarà disponibile in una zona attualmente priva di queste strumentazioni, porta grandissimo peso.”         

L'Acceleratore lineare (Linac Precise) di cui sarà dotato l’ospedale tanzanese è quello utilizzato dalla Radioterapia dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna fino a inizio 2014, anno di presa in gestione da parte IRST. Il progetto di ammodernamento e recupero delle potenzialità della Radioterapia di Ravenna – iniziativa fondamentale per rispondere all’elevato e sempre crescente numero di pazienti radio-trattati del territorio – messo in campo da IRST ha, anzitutto, previsto l'acquisizione di nuovi macchinari, tra cui l'Acceleratore. Valutata la perfetta funzionalità della strumentazione presente, in grado di garantire prestazioni efficaci per almeno altri 8 anni, IRST – forte dell'impegno dell’Associazione Tison nel farsi carico dell’organizzazione del trasferimento e delle spese necessarie per la spedizione, l'installazione del macchinario e l’essenziale aggiornamento (è stato dotato di un nuovo dispositivo dal valore di 18.000 euro) – ha deciso di donarlo al Bugando Medical Centre, rendendo così possibile il completamento del Polo radioterapico. A Mwanza, il Governo tanzanese ha infatti impegnato una somma ingente per la costruzione di un nuovo edificio, capace di ospitare 4 bunker per altrettanti macchinari.

Pur se l'utilizzo ne ha diminuito il valore prettamente commerciale, si può senza dubbio affermare che l'Acceleratore installato a Mwanza racchiuda in sé uno straordinario valore in termini di cura: saranno circa 750 pazienti trattati all'anno per circa 16 prestazioni ciascuno (il tempo medio per un ciclo di radioterapia con questo tipo di acceleratore) con un valore di produzione che, in media in un sistema sanitario europeo, sarebbe pari a circa 3 milioni di euro. L'impegno personale del prof. Amadori nei confronti del Direttore generale del BMC consentirà, inoltre, ai residenti di Mwanza di non dover pagare il costo delle prestazioni.

Come illustrato dal prof. Dino Amadori (Direttore Scientifico IRST IRCCS e Presidente dell’Associazione Vittorio Tison) si tratta di un contributo a dir poco prezioso contro una delle problematiche sanitarie in forte crescita nei Paesi in via di sviluppo: secondo uno studio dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) divulgato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nella aree del mondo meno sviluppate del mondo, i nuovi casi di tumore raggiungeranno, entro il 2030, incrementi del 93%. “Aggiungo un dato che deve farvi riflettere – ha commentato il prof. Amadori –: se su 100 casi diagnosticati di tumore in Occidente, quasi il 70% riesce a guarire, in Africa sub-sahariana ben il 90% non supererà la malattia. Un dato drammatico, frutto dell’assenza di consapevolezza circa questo problema, dalla conseguente assenza di politiche sanitarie, di programmi di prevenzione oncologica, di formazione del personale.” Confrontando i professionisti impegnati nel contrasto alle patologie non solo oncologiche, è evidente il gap patito dal continente africano dove operano poco più di due medici ogni 10mila persone (contro i quasi 34 dell’Europa) e c’è un patologo ogni 1,2 milioni di abitanti (cifra decuplicata in Tanzania: 1 ogni 10 milioni). “Numeri ancor peggiori nella fascia dove punta il nostro intervento: l’Africa sub-sabsahariana – continua Amadori –; lì, addirittura, in pratica è assente la figura del medico oncologo (tanto che in Tanzania l’unico è il dott. Nestori Masalu, direttore dell’Oncologia del Bugando Medical Centre, formatosi in Italia grazie al nostro aiuto) e non esiste alcuna Unità radioterapica, che significa circa 200 milioni di abitanti completamente privi della possibilità di accedere a questo tipo di terapie.” Mancanza che si somma al deficit patito rispetto a tutte le altre chance terapeutiche: “Dopo anni impegnati a preparare il terreno – conclude il prof. Amadori – attraverso percorsi di formazione, supporto nella fornitura di farmaci, creazione di un Laboratorio di analisi, oggi possiamo dire di aver piantato un seme importante per lo sviluppo di quel paese, aver tracciato un cammino che porterà a fornire risposte vere e durature. Non si tratta solo di macchinari, ma di esser riusciti a dar corpo a uno staff di professionisti qualificati.”

Il trasporto del macchinario da Ravenna a Mwanza, le cui elevate spese (circa 36.000 euro) sono state coperte in parte dall’Associazione Tison, in parte grazie al generoso contributo di una famiglia romagnola, è stato curato da un’azienda specializzata (MIT Nucleare Srl) che si è occupata anche delle procedure di sdoganamento in sinergia con il Ministero della Salute tanzanese e le autorità del territorio. Articolata l’installazione della strumentazione: la prima fase è stata quella dell’ assemblaggio dei pezzi effettuato dall’azienda produttrice Elekta sede di Pretoria (che fornirà anche manutenzione e formazione del personale) in collaborazione con un tecnico italiano di Elekta che ha seguito anche lo smontaggio del macchinario a Ravenna e che si è reso disponibile a recarsi a Mwanza per fornire assistenza. La fase successiva prima dell’avvio vero e proprio dell’attività clinica attesa presumibilmente entro la fine dell’estate, prevede un passaggio estremamente delicato qual è la caratterizzazione dosimetrica, ovvero la calibrazione dello strumento e sarà eseguita con l’assistenza di un professionista IRST della Fisica Sanitaria, il dott. Enrico Menghi. La presentazione della sofisticata strumentazione avverrà al cospetto di una delegazione composta, oltre che dal prof. Dino Amadori, anche dal dott. Mattia Altini (Direttore Sanitario IRST) e dal dott. Giorgio Melegari, titolare di Log80, azienda informatica adoperatasi per dotare il reparto di Oncologia del BMC di un programma per la gestione informatizzata delle cartelle cliniche dei pazienti.

L’inaugurazione dell’Acceleratore lineare si svolgerà in occasione dell'importante convegno intitolato “AORTIC East Africa Regional Meeting on Pathology and Oncology in Africa” organizzato dall’African Organisation for Research and Training in Cancer (AORTIC), la più importante organizzazione non governativa africana che si dedica alla promozione di programmi per la prevenzione e il controllo del cancro.

Questo traguardo si va ad aggiungere ai diversi obiettivi che l’Associazione Vittorio Tison si è posta nei confronti del territorio africano perseguiti fin dal 1999. Tra questi, grazie anche alla disponibilità dei professionisti IRST, è ai nastri di partenza un progetto di telemedicina che vedrà IRST e Bugando  Medical Centre in collegamento web, permettendo lo scambio in tempo reale di informazioni cliniche, immagini diagnostiche e piani di cura per la radioterapia. L’intenzione – ben evidenziata dall’illustrazione delle iniziative solidaristiche “a corollario” del macro obiettivo legato all’Oncologia del Bugando Medical Centre, fatta dalla dott.ssa Patrizia Serra (Segretario del Consiglio dell’Ass. Tison e coordinatrice Data Manager dell’UO di Biostatistica e Sperimentazioni Cliniche IRST IRCCS) – è quello di creare le condizioni per sviluppare un percorso di cura il più possibile vicino alle necessità dei pazienti, assicurare loro la possibilità di affrontare le cure senza esser abbandonati a se stessi. In particolare, l’Associazione Tison, si sta impegnando a favore dei bambini malati e delle loro famiglie. Troppo spesso, infatti, i piccoli malati, specie se provenienti da zone lontane, sono privati di ogni cura per impossibilità di soggiornare presso l’Ospedale. Per questo è in cantiere la costruzione di una foresteria per pazienti, anche minori.

Uno spirito che unisce la volontà solidaristica a quella di rendere autonomi nella gestione di problematiche sanitarie così complesse, condiviso anche dal dott. Francis Sietchiping Nzepa, medico gastroenterologo, membro dell’Associazione Volontari Amici del Camerun, onlus promotrice di progetti di screening, formazione di operatori e dell’edificazione di un ospedale nel grande paese equatoriale. 

“Saluto con favore un progetto straordinario, e assicuro l’impegno dell’IRST per il suo prosieguo – ha concluso il neo Direttore Generale IRST IRCCS, dott. Giorgio Martelli –; un progetto ammirevole, anzitutto, per il metodo attraverso il quale si è raggiunto questo obiettivo: gradualmente, per consentire che una volta avviato possa proseguire in autonomia, che non si riduca a un intervento spot. Credo che questo tipo di iniziative esemplifichino quella che è una colonna del nostro Istituto, il principio di solidarietà.”

Un momento della conferenza stampa: da sinistra il prof. Amadori, il dott. Altini, il dott. Martelli e il dott. Nzepa

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