Estados Cafè lancia D3 la caramellina buona, che fa bene e sostiene la ricerca - 10 luglio 2015

Buona, sana, solidale: Estados Cafè lancia una nuova caramella di cortesia addizionata con vitamina D3 che oltre ad aiutare il nostro organismo nelle proprie funzioni metaboliche, promuove i corretti stili di vita e sostiene le attività in Tanzania dell’Associazione Tison e la ricerca scientifica dell’IRST IRCCS

Star bene può esser dolce e semplice come mangiare una caramellina e bere un buon caffè. La torrefazione Estados Cafè lancia sul mercato, in collaborazione con l’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, la prima caramella all’orzo con vitamina D3 (colecalciferolo) – importante elemento che aiuta numerose funzioni naturali del nostro organismo – autorizzata dal Ministero della Salute. Obiettivo dell’ideatore del prodotto, Daniele Versari, torrefattore e co-titolare di Estados Cafè, è “arricchire” di benessere – contribuendo, così, anche a sensibilizzare i potenziali fruitori sui più corretti stili alimentari – un piccolo piacere quotidiano qual è gustare la classica caramellina di cortesia che accompagna il caffè al bar. L’iniziativa è stata presentata venerdì mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti Daniele Versari, il prof. Dino Amadori (Direttore scientifico IRST IRCCS e Presidente dell’Associazione Vittorio Tison) e Patrizia Serra (Coordinatrice Data Manager dell’Unità Operativa di Biostatistica e Sperimentazioni Cliniche IRST IRCCS e Segretario del Consiglio dell’Associazione Vittorio Tison) presenti anche Giampaolo Amadori (Presidente dell’Accademia dei Benigni di Bertinoro) Enrico Bertoni (Direttore del Museo Interreligioso di Bertinoro) e Andrea Bandini (Direttore del Centro universitario di Bertinoro).

“Questo progetto – illustra Daniele Versari – nasce per dar continuità alla volontà sia aziendale sia familiare di creare progetti capaci di andare oltre agli ambiti commerciali, dare qualcosa in più anche in campo solidale. L’idea di questo prodotto nasce dalla scoperta dell’importanza della vitamina D3 per il nostro metabolismo: si tratta di una caramella di cortesia che si propone di essere un veicolo di comunicazione e sensibilizzazione circa l’importanza di assumere questa vitamina. La realizzazione del progetto è durata di quasi due anni e oggi posso festeggiare il raggiungimento di tanti obiettivi importanti: il primo, di carattere commerciale, è che questa caramella ha un’economicità molto alta, permette ampi margini d’impresa; un aspetto che sarà fondamentale per il mantenimento del secondo obiettivo, quello solidaristico.” Per diffondere un gesto così salutare, le caramelle “D3” Estados saranno messe in vendita in comode confezioni tascabili. Il 5% degli utili d’impresa connessi saranno devoluti all’Associazione “Vittorio Tison” per le proprie attività in Tanzania e alle ricerche dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei tumori (IRST) IRCCS. Due le formule per la distribuzione di queste caramelle: la caramella di cortesia che gli esercenti clienti della Torrefazione Estados Cafè distribuiranno gratuitamente al posto del classico cioccolatino; i pacchetti di caramelle, a un prezzo in linea con gli altri prodotti della stessa categoria, senza alcuna maggiorazione dovuta al valore aggiunto della vitamina D3. “Altri obiettivi – conclude Versari – riguardano la connotazione solidale, intesa come la distribuzione gratuita di qualcosa che può fare davvero bene e il fatto che questa caramella possa essere un veicolo culturale di promozione dell’importanza della vitamina D3”.

Le caramelle all’orzo “D3” Estados – la cui composizione è il frutto del lavoro della prof.ssa Silvana Hrelia e della dott.ssa Cristina Angeloni, dell’Università di Bologna, in accordo con il Ministero della Salute – contengono un quantitativo di vitamina D per singola caramella pari a circa il 3% della quantità giornaliera raccomandata dall’ Unione Europea, in modo da scongiurare qualsiasi rischio di ipervitaminosi. In particolare, la vitamina D, svolge azioni positive di diversa natura: contribuisce al normale mantenimento della salute di ossa e denti, favorisce l’equilibrio nell’assorbimento e utilizzo di calcio e fosforo, ha un ruolo importante nel naturale processo di divisione cellulare nel corpo, contribuisce al mantenimento della normale funzione muscolare e dei livelli di calcio nel sangue nonché al corretto funzionamento del sistema immunitario. Inoltre, la scoperta dell’azione svolta da un elemento chiamato calcitriolo presente nella vitamina D, ha aumentato significativamente l’interesse del mondo scientifico nei confronti di questa vitamina e della vasta gamma di azioni “buone” che pare produca nel contrastare diversi tipi di cancro.

“Questa iniziativa - dichiara il prof. Dino Amadori - introduce un elemento di novità nel modo di fare prevenzione primaria, ovvero quell’insieme di azioni che servono per evitare l’insorgenza di tumori. In particolare, incide su uno dei principali fattori di rischio, la cattiva alimentazione; fattore che unito al fumo di sigaretta è responsabile di quasi il 70% dei tumori. Se si facesse una buona prevenzione primaria, si potrebbero evitare tanti dei 470mila nuovi casi che ogni anno si sviluppano in Italia. Per questo è urgente concentrare l’attenzione su questi rilevanti fattori di rischio. Per quanto riguarda l’alimentazione è necessario un intervento di tipo educazionale che spieghi alle persone l’importanza di seguire una dieta sana e corretta – come lo è quella mediterranea, riconosciuta come un bene da tutelare per l’umanità. È fondamentale nutrirsi correttamente, comprendere che ciò che mangiamo incide a livello molecolare, fino ad attivare o disattivare geni protettori o favorenti il cancro. Uno degli elementi fondamentali nella dieta che influisce, se deficitario, nella formazione di nuovi tumori oppure, se già sviluppato, a renderlo più aggressivo è proprio collegato alla carenza di vitamina D. Ecco perché questo progetto ha un valore molto più grande della singola caramella in sé che da sola non può fare la differenza; è importante il messaggio che essa rappresenta.” Una “caramella con qualcosa in più” non solo dal punto di vista alimentare. Come detto, infatti, l’iniziativa commerciale abbraccia e sostiene le attività di ricerca dell’IRST IRCCS e quelle di lotta in campo oncologico in Africa sub sahariana dell’Associazione “Vittorio Tison”. Per il carattere solidaristico che contraddistingue l’azienda, da sempre sostenitrice della ricerca medico-scientifica e sensibile alle problematiche sociali, Estados Cafè ha deciso di destinare a IRST e all’Associazione Tison parte degli utili della vendita delle caramelle. Inoltre, Estados invierà gratuitamente un bancale da 300 kg di caramelle alla vitamina D, pari a 120mila caramelle, al Bugando Medical Centre (BMC), ospedale civile di Mwanza (Tanzania) con cui IRST e Associazione Tison collaborano da anni per progetti di prevenzione alla ricerca, che provvederà a distribuirle ai pazienti.

È, inoltre, attivo presso IRST IRCCS e BMC un progetto di ricerca che riguarda proprio la correlazione tra la vitamina D e l’insorgenza di tumori: “Il progetto di ricerca – illustra la dott.ssa Patrizia Serra – nasce dalla constatazione a deficit di vitamina D corrisponda maggiore aggressività di numerose patologie extra-scheletriche quali diabete, sclerosi e, appunto, i tumori. Obiettivo è, dunque, quello di approfondire il nesso esistente tra valori di vitamina D nel corpo, insorgenza e progressione dei tumori; e ciò non solo in popolazioni caucasiche come lo è quella romagnola ma anche africane, essendo queste le più colpite da tale carenza per loro caratteristiche naturali.” Lo studio, in questi giorni giunto alla fase di laboratorio in IRST, prevede l’analisi comparata sia dei valori di vitamina D sia dei suoi recettori di campioni provenienti da 200 donne (metà italiane, metà in cura al Bugando Medical Centre; equamente divise in: 100 sane, 50 operate di carcinoma mammario e 50 con carcinoma avanzato). Nel caso i risultati validassero l’idea “ciò potrebbe essere il preludio a un vero e proprio intervento di sanità pubblica in Tanzania volto a rispondere a tale carenza.”

Prof. Dino Amadori e Daniele Versari

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