"Adotta un progetto”, IOR e IRST uniti nella ricerca contro il tumore al polmone - 20 Novembre 2014

L’Istituto Oncologico Romagnolo lancia una campagna di raccolta fondi diretta ad aziende e cittadini per sostenere un progetto di ricerca IRST finalizzato alla comprensione e quindi alla diagnosi precoce dei meccanismi che permettono a un determinato tipo di tumore al polmone di diventare resistente alle terapie.

Istituto Oncologico Romagnolo e IRST IRCCS uniti nella lotta contro il tumore al polmone. Grazie alla campagna di raccolta fondi “Adotta un progetto” rivolta ad aziende e cittadini promossa dallo IOR durante le prossime festività, i ricercatori dell’IRST IRCCS potranno svolgere un importante studio triennale su uno specifico tipo di adenocarcinoma polmonare. Esistono oggi farmaci (detti inibitori tirosino chinasici) che, in pazienti portatori di una particolare alterazione genetica, sono in grado di “bloccare” il tumore. L’effetto, purtroppo, dopo circa un anno decade e la malattia torna a essere aggressiva. Obiettivo dello studio promosso dai ricercatori del Laboratorio di Bioscienze IRST insieme al Gruppo di patologia Toracica, in piena sintonia con la strategia di costruire cure sempre più personalizzate sul singolo paziente, è di mettere a punto un modello di diagnosi precoce che possa, attraverso un semplice prelievo di sangue (una sorta di biopsia liquida) e l’utilizzo delle strumentazioni all’avanguardia presenti in Istituto, prevedere la ripresa di malattia, consentendo così ai medici di pianificare nuove ed efficaci cure. L’iniziativa è stata presentata giovedì 20 novembre in una conferenza stampa a cui hanno presenziato le Direzioni IRST, IOR e i ricercatori del Laboratorio di Bioscienze.

 
 “In questo periodo di così forti e decisivi cambiamenti – ha detto Marcello Tonini, Direttore Generale IRST dopo aver ringraziato lo IOR – il volontariato, IOR in primis, deve ricoprire un ruolo fondamentale: da un lato offrire un sostegno economico forte e trasparente a progetti importanti per il progresso delle cure, dall’altro deve impegnarsi nel rilancio del sistema di sanità pubblica, unire le realtà e non disperderle.”
 
“Siamo di fronte – ha detto Fabrizio Miserocchi, Direttore Generale IOR – a una ricerca davvero innovativa. Proprio per questo abbiamo deciso di lanciare due importanti campagne di raccolta fondi per Natale in tutta la Romagna per sostenerne i costi, circa 70mila euro: le strenne natalizie e la campagna aderenti. Le strenne sono ideali per dimostrare ai propri clienti, fornitori e dipendenti che si pensa a loro in un momento così speciale dell’anno, valorizzando inoltre la propria responsabilità sociale di impresa. Si potrà, inoltre, diventare aderente o sostenitore del progetto di Ricerca donando direttamente alla campagna natalizia dello IOR. Sostenendo questo progetto si potrà diventare protagonista e parte attiva nella lotta contro il cancro.” I versamenti potranno esser eseguiti tramite bollettino bancario sul ccp 10839470 oppure recandosi presso una delle dieci sedi IOR presenti in Romagna.
 
Come illustrato dalla dott.ssa Paola Ulivi – coordinatrice dell’equipe del Laboratorio di Bioscienze che, su base triennale, condurrà lo studio – il tumore polmonare rappresenta una delle principali cause di morte per cancro al mondo. Un dato aggravato dal ritardo con cui questo tipo di malattia viene diagnosticato, quando lo stadio è ormai tanto avanzato da precludere la possibilità di intervento chirurgico e le uniche strategie terapeutiche restano chemioterapia e radioterapia. Negli ultimi anni però la terapia con particolari farmaci detti inibitori tirosino chinasici ha portato ad importanti risultati (risposte positive in circa l’80-85% dei casi) in pazienti portatori di specifiche alterazioni molecolari a livello del gene EGFR (si tratta di circa il 10-15% dei pazienti). Purtroppo, però, la risposta a questo tipo di terapia è quasi sempre temporanea e dopo circa un anno insorgono ulteriori alterazioni molecolari nel tumore che lo rendono resistente al trattamento. Fondamentale per adottare nuove terapie e, dunque, allungare nel tempo la risposta positiva è riuscire a diagnosticare in anticipo la ripresa di malattia. Lo studio condotto in IRST vedrà coinvolti 25 pazienti e attraverso l'utilizzo di sofisticatissime tecnologie (strumenti base per le metodiche di identificazione del DNA circolante e Cellule Tumorali Circolanti) con un semplice esame del sangue cercherà di scoprire i principali meccanismi di resistenza che s’innescano nel tumore dopo il trattamento con farmaci inibitori tirosino chinasici. Lo svelamento di questi principi permetterà non solo di diagnosticare in anticipo la progressione di malattia ma anche di pensare a nuovi farmaci inibitori.
 
“Ho approvato con estrema convinzione questo progetto – ha concluso il prof. Dino Amadori, Direttore Scientifico IRST e Presidente IOR – anche se molto complesso, costoso in termini sia di materiali sia di personale specializzato. Credo, infatti, che questa sia la strada giusta da perseguire per dar corpo alla natura ultima e vera della ricerca scientifica. Investire su questo tipo di ricerca spesso non è ben accetto perché non sempre portano buoni risultati; ma nostro obbligo è rispondere ai cosiddetti “unmet needs” cioè bisogni che ancora non hanno trovato un mezzo che li soddisfi. Il nostro Istituto, effettuando ricerca traslazionale ovvero mettendo in pratica clinica le scoperte fatte in laboratorio, lavora proprio in quest’ottica. Per farlo abbiamo bisogno che il pubblico come il privato ci diano un forte sostegno.”

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