"Settimana del buon vivere", venerdì 24 settembre conf. stampa di presentazione

Battesimo ufficiale, questa mattina, venerdì 24 settembre 2010, in Provincia, per la “Settimana del buon vivere”, presentata in conferenza stampa dai tre promotori dell’iniziativa: Legacoop, nella persona del direttore Monica Fantini, Lilt, con il presidente Nadia Masini, e Irst, rappresentato dal dott. Mattia Altini. All’evento hanno partecipato, fra gli altri, anche il presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi, il vice-presidente Guglielmo Russo, e il sindaco di Cesena Paolo Lucchi.

Inoltre, è intervenuto il dottor Fabio Falcini, direttore dell’U.O. di Prevenzione Oncologica dell’Ausl di Forlì, che ha illustrato i dati relativi all’andamento dei tumori e delle campagne di screening in Emilia-Romagna.

Monica Fantini. «Nell’organizzare l’evento abbiamo messo insieme tanti pezzi, tante belle esperienze che distinguono questa provincia e che erano già in calendario nella settimana dal 4 al 10 ottobre: l’apertura del mese rosa della Lilt, l’anniversario dell’Ail, la fiera MacFruit a Cesena, le giornate Aicon a Bertinoro. Insomma, tante iniziative di vario carattere, economico, sociale, sanitario. Abbiamo quindi deciso di unificarle per creare un unico momento che fosse occasione di riflessione ma anche divertimento. Con nostro grande piacere, tutti gli attori coinvolti hanno aderito, organizzando, insieme, una manifestazione avente come unico comun denominatore la cultura del buon vivere.
Per noi si tratta di un numero zero, con la volontà, di farne un appuntamento fisso. Questa prima edizione prevede già un ricco calendario di eventi, in programma tutti i giorni nell’intera provincia e rivolti a ogni fascia d’età. Per una settimana quindi, i nostri concittadini avranno a disposizione un grande dispenser di informazioni e consigli, che contribuirà, crediamo, a rafforzare l’identità della nostra Provincia, prima in italia per Bil. Questo territorio si è sempre caratterizzato per la capacità di essere coeso e mettersi in rete: “La settimana del buon vivere” è un modo per esaltare tale vocazione e farne un segno distintivo».

Massimo Bulbi. «Non posso che esprimere soddisfazione per un’iniziativa che conferma la qualità del nostro tessuto associativo e dimostra come questo territorio abbia al suo interno le competenze per organizzare manifestazioni di tale portata, che toccano una pluralità di ambiti. Sono poi egualmente soddisfatto perché i promotori hanno scelto fra i partner anche l’amministrazione provinciale, una decisione che ci onora.
Sarà una settimana importante per tutto il territorio provinciale, ma non solo, vista la caratura degli appuntamenti in programma. Lo spunto è rappresentato dalla conquista, da parte della nostra Provincia, del primo posto in Italia per Bil. Un risultato frutto della capacità del territorio di lavorare insieme a tutti i livelli per garantire alla popolazione un benessere diffuso. Il merito, dunque, è da ripartire fra imprese, associazioni di categoria, mondo della cooperazione, ed eccellenze locali, in primis la sanità. A questo riguardo, mi preme sottolineare come i nostri concittadini abbiano servizi all’avanguardia sotto casa, grazie all’impegno di ospedali, Aziende Usl e istituti come l’Irst. Se, quindi, da altre città vengono a cercare i nostri professionisti, dobbiamo solo essere contenti e orgogliosi, perché significa che qui, grazie alle strutture realizzate, lavorano dei “campioni” che tutti vogliono e ci invidiano. Da parte nostra, dobbiamo lavorare per conservare la sanità su questi livelli così da trattenere i nostri primari».

Paolo Lucchi. «Ringrazio Legacoop per questo regalo. Apprezzo, innanzitutto, la scelta di non chiamarlo Festival: con questo termine, di solito, si identificano operazioni di marketing spesso esterne, che importano esperienze ed eccellenze da fuori. Nel nostro caso, al contrario, si è pensato un metodo per mettere a sistema la nostra società e, quindi, mostrare tale sistema. L’iniziativa, infatti, ci dà una chiave di lettura per vedere l’organizzazione complessiva di questo territorio, di cui spesso non siamo consapevoli: coinvolgendo cittadini, strutture private, eccellenze pubbliche possiamo avere l’occasione di capire il presente e ragionare sul futuro. Inoltre, ritengo particolarmente azzeccato il filone di discussione dal titolo “Le città del buon vivere”, un tema attorno al quale riflettere su cosa vogliamo diventare, a partire da una realtà che vede già un sistema efficiente di servizi garantiti ai cittadini. A mio avviso, il logo dell’evento potrebbe essere “Siamo il territorio che molti italiani vogliono o vorrebbero”».

Nadia Masini. «L’iniziativa costituisce secondo me un opportuno richiamo a riconoscere le eccellenze di questo territorio. Tali eccellenze possono distinguersi sotto tre profili: un metodo di lavoro in comune, la presenza di una rete diffusa e qualificata di volontariato, senza la quale saremmo tutti più poveri, e l’importanza assegnata alla prevenzione, sia dal punto sanitario sia in senso lato, per far sì che il benessere sia a disposizione di tutti. La prevenzione, infatti, è il primo necessario riferimento per costruire l’eccellenza ed è uno degli ambiti in cui sono più impegnate le associazioni di volontariato, fra cui la Lilt. E’ per questo motivo che abbiamo deciso di condividere l’avventura lanciata da Legacooop, inserendo le nostre iniziative in un contenitore più ampio. In quest’occasione, declineremo il tema della prevenzione prestando particolare attenzione ai giovani e alle donne, specie quelle straniere, con un progetto diretto ad aumentare la loro adesione alle campagne di screening. In questo, lavoriamo a stretto contatto con le Ausl, in quanto il volontariato deve cooperare e collaborare con le istituzioni.
Per quanto riguarda gli appuntamenti in programma, lunedì 4 ottobre inaugureremo con un convegno in Provincia la campagna “Nastro Rosa – ottobre messe della prevenzione del cancro al seno”. Inoltre, nel corso della settimana organizzeremo attività per sensibilizzare i ragazzi sull’importanza di una sana alimentazione, coinvolgendo per la prima volta anche gli studenti universitari. Un importante evento si terrà domenica 17 ottobre, con la passeggiata del buon vivere, diretta a coinvolgere anche le donne in cura o in via di guarigione per farle sentire parte di una rete d’aiuto e condivisione».

Mattia Altini. «I dati scientifici mostrano come l’insorgenza del 60% delle malattie in Occidente abbia dovuto a stili di vita e comportamenti non corretti. Sensibilizzare su tali temi, dunque è fondamentale e farlo insieme consente di offrire risposte migliori, tanto più in un contesto di risorse sempre minori».

Fabio Falcini. «La numerosità dei tumori varia a seconda del sesso e dell’età. Nelle donne, a prescindere dagli anni, quello più diffuso è senza dubbio il cancro della mammella. Anche per questo nel 2010 l’Emilia-Romagna, unica regione in Italia, ha ampliato le fasce d’età di chi può partecipare allo screening, convocando, oltre alle donne fra i 50 e i 69 anni, anche quelle dai 45 ai 49 e dai 70 ai 74. Dai dati, si evince un forte impatto dello screening: in chi aderisce al programma, la percentuale dei tumori in stadio precoce o precocissimo è del 72,8%, mentre in chi non partecipa è del 50%. Questo ha importanti ricadute sulle possibilità di sopravvivenza, visto che la percentuale di quest’ultima è tanto più alta quanto prima la malattia viene diagnosticata.
Da qualche anno, la Regione ha lanciato anche la campagna di screening colon-rettale che riguarda tutti, uomini e donne, dai 50 ai 69 anni. Quella colon-rettale è una neoplasia la cui incidenza cresce con l’avanzare dell’età. Purtroppo, la risposta in termini di adesioni è ancora bassa (40-45%), tuttavia lo screening ha mostrato grandi potenzialità, in quanto consente di individuare gli adenomi cancerizzati, ovvero polipi nell’intestino che cancerizzano solo la punta e non la parte vasale, i quali possono essere rimossi dal gastroenterologo per via endoscopica, senza bisogno di un intervento. Non a caso, il trend di mortalità per tale malattia è in diminuzione». 

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