Nei, coprirli con un tatuaggio può essere pericoloso

Quali sono i rischi che si possono correre con un tatuaggio? Ci sono modalità per farli in sicurezza? Sono gli interrogativi cui ha dato risposta il Prof. Ignazio Stanganelli, Direttore Skin Cancer Unit IRST e Presidente dell’Intergruppo Melanoma Italiano - IMI e professore associato dell’Università di Parma.

In particolare, prima di affrontare la seduta dal tatuatore è importante avere consapevolezza dello stato di salute della propria cute. Per questo è consigliabile una visita dermatologica per identificare le criticità della propria pelle e monitorare i nei, escludendo la presenza di melanomi. Poi, una volta decisa l’area che si vuole tatuare, non si devono coprire i nei presenti ma lasciare  almeno un centimetro di distanza dal pigmento. Questo vale non solo per l’inchiostro nero, che impedirebbe in futuro di distinguere l’insorgenza di melanomi, ma anche per gli inchiostri colorati poichè, anche qualora il neo risultasse ancora visibile, i colori ne potrebbero alterare la percezione creando falsi positivi, obbligando il medico a rimuoverlo per impossibilità di distinguere se la lesione è benigna o maligna. In assoluto dovrebbero evitare di tatuarsi persone che hanno già una massiccia presenza di nei in giovane età o che hanno una storia di melanoma in famiglia.

Anche la scelta del tatuatore va ponderata. Il professionista deve lavorare a norma di legge: deve aver frequentato un apposito corso regionale e operare nel rispetto delle linee guida igienico-sanitarie previste dal Ministero della Salute.

“Nell’anno della pandemia, a causa della chiusura dei centri riconosciuti, si è purtroppo verificato un boom di tatuatori abusivi - spiega il Prof. Ignazio Stanganelli - I dati che ci arrivano dall'Istituto Superiore della Sanità ci devono indurre a prestare grande attenzione: 7 milioni di italiani hanno almeno un tatuaggio, ma solo il 22% lo ha fatto con consapevolezza, firmando il consenso informato prima di sottoporsi alla seduta. Oltretutto, il 3,3% di chi si è tatuato ha avuto una complicanza, e, dato ancora più sconfortante, solo il 10% di loro ha consultato un dermatologo”

Per approfondire è possibile guardare il video del webinar IMI dedicato a questa tematica: 

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