IRST e le farmacie di comunità insieme nel percorso di cura, i primi risultati del progetto PROF

Pubblicato sul Journal of Medical Internet Research il primo articolo scientifico relativo al PROF, Progetto di Rete in Oncologia tra IRST IRCCS e le Farmacie di comunità della Romagna, finalizzato a creare un’alleanza strutturata tra un Istituto di ricerca e cura oncologico e le farmacie con l’obiettivo di contribuire al processo di ricognizione-riconciliazione farmacologica nel percorso di cura, in aderenza alla Raccomandazione ministeriale n. 17.

L’articolo che vede come primo autore il dott. Alessandro Passardi (medico oncologo responsabile del Day Service IRST), descrive la prima fase del progetto (PROF1), realizzato attraverso uno studio approvato dal Comitato Etico della Romagna e avviato nel 2017 insieme a Federfarma e Assofarm con il contributo della Regione Emilia-Romagna Servizio Assistenza Territoriale.

La partnership creata tra l’Istituto e le Farmacie di comunità ha infatti permesso, da un lato, di realizzare un modello organizzativo innovativo, dall’altro, di validare una piattaforma tecnologica per collegare, in totale sicurezza e rispetto delle norme sulla privacy, le farmacie con la cartella clinica. Grazie a queste implementazioni è possibile l’acquisizione contestuale da parte del centro specialistico delle informazioni riferite dai pazienti al farmacista di comunità sulle terapie domiciliari, anche non convenzionali, permettendo di tracciarle trasversalmente lungo tutte le fasi di cura e facilitando l’oncologo nella riconciliazione, ovvero nella valutazione delle eventuali incompatibilità farmacologiche con i medicinali antitumorali. Questo perché i farmaci, specialmente quelli oncologici, non interagiscono solo con gli altri medicinali, ma anche con fitoterapici e alimenti, e ciò può generare criticità che possono compromettere l’efficacia stessa dei trattamenti o potenziarne la tossicità, oltre a mettere a rischio anche le cure di altre patologie concomitanti.

Fulcro del progetto – di cui è ideatrice e Principal Investigator la dott.ssa Martina Minguzzi, farmacista, già direttrice della Farmacia oncologica IRST IRCCS, collaboratrice delle direzioni sanitaria e scientifica – sono i farmacisti di comunità in quanto attori fondamentali all’interno del sistema sanitario, come la pandemia di Covid19 ha messo in evidenza. Queste figure professionali hanno fatto parte del team di ricerca PROF e sono coautori dell’articolo insieme ai farmacisti ospedalieri, agli infermieri ed ai nutrizionisti. Gli aspetti tecnologici e di processo sono stati progettati e coordinati dall’ing. Roberto Vespignani (coautore) in forte sinergia con Promofarma, l’azienda informatica di Federfarma e Log80, partner IRST per lo sviluppo della Cartella Clinica Elettronica.

La partnership alla base dello studio, la prima in assoluto tra un istituto in ambito oncologico e le farmacie territoriali, si è avvalsa di un percorso specifico di formazione e ha prodotto l’integrazione, nel pieno rispetto delle normative sul trattamento dei dati, delle piattaforme tecnologiche utilizzate in farmacia con la cartella clinica dell’ IRST, così da rendere possibile all’oncologo la visione in tempo reale della ricognizione farmacologica, ovvero dei dati raccolti dal farmacista durante i colloqui coi pazienti che avevano dato il proprio consenso informato allo studio in merito alle terapie e ad abitudini domiciliari. La ricognizione infatti è il presupposto fondamentale di una corretta riconciliazione farmacologica e il primo step dell’aderenza terapeutica.

Dai dati inseriti dai farmacisti è emerso che 134 pazienti hanno effettuato una prima ricognizione presso 66 tra farmacie pubbliche e private del territorio distribuite nelle tre province romagnole (Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini), avvalendosi di una scheda di ricognizione elettronica con campi standardizzati, la stessa messa a punto dall’IRST e inserita nella cartella clinica. Dall’analisi delle ricognizioni è emerso un consumo medio per paziente domiciliare di 6 farmaci, con punte fino a 12 e oltre nelle fasce d’età over 65, diversi da quelli oncologici. Inoltre si è evidenziato che oltre il 60% dei pazienti utilizzava in aggiunta integratori alimentari e altre sostanze non convenzionali nonché alimenti critici. Un dato che avvalora l’impatto potenziale del progetto di rete oltre alla necessità di rendere sempre più strutturali le iniziative di educazione terapeutica alla corretta gestione dei farmaci per pazienti. Sono state segnalate alcune potenziali interazioni tra farmaci non convenzionali e farmaci oncologici.

Nello studio PROF-1 – spiega la dott.ssa Martina Minguzziè stata creata un'alleanza tra il nostro centro oncologico e i farmacisti di comunità per migliorare la riconciliazione dei farmaci ed è stata validata una nuova piattaforma informatica integrata. Lo studio attualmente in corso (PROF2) che coinvolge le farmacie nel monitoraggio continuo della ricognizione per coglierne le variazioni durante i cicli di terapia, permette al farmacista del territorio di visualizzare anche la terapia oncologica del paziente e le schede di interazione farmacologica impiegate in Istituto. Confidiamo che questa piccola esperienza possa dilatarsi e consentire alle farmacie di fungere da snodo tra il centro oncologico specialistico, il medico di base, i servizi di assistenza territoriale e il domicilio del paziente per aumentare l’empowerment del paziente e i risultati conseguenti”.

Hanno inoltre collaborato a PROF le Unità IRST di Oncologia Medica, Oncoematologia, Biostatistica, Farmacia, Informatica.

Lo studio pubblicato: https://www.jmir.org/2021/12/e31321/

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