Inaugurato il Centro Risorse Biologiche IRST - 21 novembre 2016

Non può esserci ricerca medica – tanto meno in campo oncologico – senza la possibilità di studiare e analizzare direttamente in laboratorio molecole, cellule e tessuti. Per questo, un ruolo fondamentale nella comprensione dei meccanismi biomolecolari che portano allo sviluppo e al propagarsi dei tumori, è svolto dalle strutture di raccolta e conservazione di materiali biologici umani e dei relativi dati clinici. A tal fine, l’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS ha avviato e portato a compimento la creazione e attivazione di un Centro di Risorse Biologiche (CRB). In quanto unica biobanca per tessuti oncologici approvata dalla Regione Emilia-Romagna, il CRB IRST si configura quale struttura di riferimento per le attività di ricerca medico-scientifica presente e futura dell’intero territorio.

Questa nuova facility è stata inaugurata lunedì 21 novembre alla presenza del Presidente della Commissione assembleare IV Politiche per la Salute e Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna, Paolo Zoffoli, di Marialuisa Lavitrano (Coordinatore BBMRI Italia, Infrastruttura di Ricerca Europea delle Biobanche e delle Risorse BioMolecolari), di Gianluca Zattini (Sindaco di Meldola), del Presidente IRST IRCCS, Renato Balduzzi, di Dino Amadori (Direttore scientifico IRST IRCCS), dell’Amministratore delegato CIA Conad, sostenitore del progetto, Luca Panzavolta, di Massimo Guidoboni (Responsabile Immunoterapia, TCS e CRB IRST IRCCS) e di Valentina Ancarani (Referente Centro Risorse Biologiche IRST IRCCS).
Biobanche, cosa sono? – Per biobanca si intende una struttura che fornisce un servizio di conservazione e gestione del materiale biologico umano e dei relativi dati clinici, in accordo con i codici di buon utilizzo, corretto comportamento e indirizzi forniti da Comitati Etici. La ricerca traslazionale, ovvero quella branca della ricerca che permette di portare le scoperte scientifiche dal banco del laboratorio al letto del paziente, si basa proprio sulla possibilità di reperire materiale biologico umano di qualità, associato ai dati clinici e/o genetici. I materiali raccolti, prelevati durante biopsie, interventi chirurgici o prelievi, sono conservati dietro consenso del paziente, in totale sicurezza.

Il Centro Risorse Biologhe IRST: la struttura e … – Frutto dell’evoluzione della raccolta di materiali conservati presso l’allora Azienda USL di Forlì nel corso degli anni ’90, il Centro Risorse Biologiche (CRB) nasce su iniziativa di IRST IRCCS con l’obiettivo di costruire un sistema di raccolta, con personale qualificato e dedicato e con le migliori infrastrutture e dispositivi al momento disponibili, a servizio di tutto il territorio romagnolo. Il CRB si propone ad esempio di raccogliere e conservare i tessuti che quotidianamente nelle UU.OO. Mediche e Chirurgiche e le Anatomie patologiche dell’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna, vengono scartati perché in eccesso rispetto alle necessità diagnostiche. I lavori strutturali per la realizzazione dell’area, avviati a novembre 2015, si sono conclusi a maggio 2016. L’area che misura complessivamente 220 metri quadri, è suddivisa in due corpi principali: uno dedicato allo stoccaggio dei campioni biologici e l’altro dedicato al prelievo e lavorazione dei campioni ematici. Gli accessi ai locali del CRB (laboratorio e locali di conservazione) sono limitati esclusivamente al personale e per questo controllati con badge nominale. Inoltre l’area di stoccaggio dei campioni in vapori di azoto è monitorata da un avanzato sistema di allarmi (sensori di ossigeno, rilevatore di presenza, telecamere) a tutela degli operatori e del materiale biologico conservato. L’area del CRB è stata progettata con un accesso interno all’Istituto e con uno indipendente, collegato con l’esterno, dedicato ai cittadini donatori. A tal fine è stato previsto un ambulatorio ad hoc dedicato al prelievo di sangue e urine. Le attività di edificazione (il CRB trova sede nella palazzina di recente edificazione alle spalle del corpo principale dell’Istituto) e acquisto di macchinari/strumentazioni per il funzionamento del Centro, nel periodo 2015/2016, hanno comportato un investimento per IRST pari a oltre € 2,1 milioni di euro. Fondamentale l’apporto fornito dalla Società Cooperativa Commercianti Indipendenti Associati (CIA) che ha valorizzato la nascita del CRB IRST con un sostegno, su base triennale (tramite l’Istituto Oncologico Romagnolo Onlus), di 300mila euro. La Regione Emilia-Romagna ha sostenuto l’intero percorso di definizione del progetto (dal 2009 ad oggi) con quasi 1milione di euro.

… le attività – A partire dal 2013, gli obiettivi del CRB IRST sono stati rivolti allo sviluppo e al consolidamento della raccolta in qualità dei campioni biologici ematici ed urine (presso le sedi di IRST-IRCCS di Forlì, Cesena, Meldola) e tissutali (attualmente presso le chirurgie e anatomie patologiche dell'AUSL di Romagna Distretto di Forlì). A tal fine, nel corso del 2016 è stata rafforzata l’attività di controllo sui campioni, finalizzata al miglioramento continuo della qualità del materiale. Il CRB partecipa in modo costante e continuativo ad un programma denominato “IBBL Biospecimen Proficiency Testing Programme” promosso da ISBER, società internazionale di biobanche che verifica la qualità delle procedure di raccolta ed estrazione degli acidi nucleici e delle cellule da sangue intero.

La raccolta e conservazione dei materiali è ovviamente funzionale alla ricerca traslazionale oncologica: infatti, tutti i ricercatori appartenenti a qualisiasi istituzione di ricerca nazionale ed internazionale potranno richiedere campioni biologici raccolti e conservati presso il CRB IRST previa valutazione di specifici progetti da parte del Comitato Medico Scientifico e del comitato Etico di AVR.. Tutto questo ad assicurare che l’utilizzo di materiale così prezioso possa condurre ad avanzamenti nella diagnosi della terapia dei tumori. Il CRB IRST IRCCS è già attivamente inserito nel network di biobanche oncologiche a livello nazionale (RIBBO) ed europeo (BBMRI-IT). È capofila nell’ambito del programma di ricerca Regione – Università 2010/2012, area 1 ”Ricerca innovativa” per il triennio 2010-2012 con un progetto di costituzione di un network regionale di biobanche di tumori solidi ed è inserito nel “Progetto funzioni regionali Azienda USL della Romagna (IRCCS Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola): Biobanca oncologica”.

Renato Balduzzi, Presidente IRST: “Molti fili legano la mia carriera alle biobanche. Durante il mio ruolo ministeriale avevo, infatti, colto quanto queste strutture potessero esser fondamentali nello studio e nella ricerca di soluzioni alle malattie. Così come credo debba essere chiaro a tutti il valore per le generazioni future di continuare lungo questo cammino, e farlo come IRST, con lungimiranza, rigore, secondo norme.”

Gianluca Zattini, Sindaco di Meldola: “Mi tolgo la fascia da sindaco per parlare da cittadino e ringraziare IRST perché è grazie a questi presidi che potremo un giorno avere cure ritagliate sulle esigenze di ogni singolo malato. Non sono momenti semplici, per questo mi preme qui ribadire che il Comune è nell’IRST, che il Comune si fida dell’IRST, che sappiamo quanto in IRST si lavori bene. Al centro non ci sono interessi di parte ma solo il paziente. Per questo vi sosterremo sempre, così come si fa per le cose più preziose e importanti in nostro possesso.”

Massimo Guidoboni, Responsabile Immunoterapia, Terapia Cellulare Somatica e CRB IRST IRCCS: “Ogni giorno gli oncologi si trovano ad utilizzare farmaci sempre più mirati a colpire solo le cellule malate. Siamo quindi sulla strada giusta anche se di fronte a noi ci attende ancora molto lavoro. In particolare, la prima necessità è quella di comprendere ancor meglio i meccanismi biomolecolari attraverso l’analisi del maggior numero possibile di tessuti. Le biobanche ci permettono di farlo in maniera trasparente e onesta, svolgendo in questo modo una funzione pubblica fondamentale: “prestare” ai ricercatori materiali utili per studiare nuove terapie o metodi diagnostici sempre più precoci.” Valentina Ancarani, Coordinatore Centro Risorse Biologiche IRST IRCCS, illustrate le infrastrutture, le apparecchiature (che scendono a temperature fino a -80° e -120°) e le strettissime regole di sicurezza cui si devono attenere i professionisti che vi lavorano, ha indicato i percorsi per l’individuazione dei campioni e per la cessione ai ricercatori di tutto il mondo degli stessi, una “donazione” a soli fini di ricerca che segue vaglio e approvazione di un progetto di studio.

Dino Amadori, Direttore scientifico IRST IRCCS: “Le analisi sul genoma umano ci hanno aperto le porte per scoprire le leggi della biologia umana. Il lavoro centrale della scienza di oggi è capire il ruolo di ogni singolo gene e come sviluppare farmaci utili per colpire ogni singola deviazione e ristabilire così l’architettura cellulare normale. Oggi ci troviamo nella condizione di curare non più il generico tumore, ad esempio, al polmone ma quella specifica forma di tumore per quello specifico paziente. Per questo sono convinto che entro il secolo potremo guarire la gran parte dei tumori ma per raggiungere ciò c’è bisogno di condividere a livello globale le conoscenze e i dati, specialmente quelli ottenuti grazie a strutture come le biobanche.” Il prof. Amadori ha concluso annunciando la prossima presentazione di una bioteca di popolazione – una raccolta libera e volontaria – che permetta di svolgere studi sulle relazioni tra salute, danno genomico e situazioni ambientali nei quali vivono.

Marialuisa Lavitrano, Coordinatore BBMRI Italia, ha descritto il ruolo e le funzioni: “Gli studi possibili grazie a facility come le biobanche porteranno a riscrivere le caratteristiche delle malattie. Le biobanche rappresentano un patto sociale tra cittadini, istituzioni, pazienti e ricercatori perché attraverso la messa a disposizione di materiali e dati clinici si possa far progredire la medicina. A questo scopo è nata l’infrastruttura che riunisce molti Centri in Europa permettendo quella condivisione necessaria per raggiungere l’obiettivo della medicina personalizzata. Oggi le Biobanche riconosciute sono circa 500 e contengono 60 milioni di campioni. Il nodo della rete in Italia, organizzata in settori specifici, comprende 23 Irccs, 40 ospedali, 18 Università, 290 gruppi che collaborano e 8 associazioni dei pazienti che sono il cuore della rete perché i materiali e i beneficiari finali sono proprio loro.”

Luca Panzavolta, Amministratore delegato CIA Conad: “È con piacere e con orgoglio che oggi siamo qui, certi che questo Centro rappresenterà un altro tassello fondamentale nel delicato cammino per la lotta contro il cancro. Fin da subito fummo sostenitori convinti di quello che è diventato un polo di eccellenza qual è IRST. Le affinità tra una cooperativa come la nostra e questo Istituto sono evidenti: il radicamento buono nel territorio, quello fatto di sinergie, di reti tra vari soggetti che hanno competenze qualificate, portatrici di valore per la comunità; il tema dell’intergenerazionalità, ovvero lavorare bene tutti insieme oggi per costruire un domani migliore e, infine, il tema della persona al centro di ogni azione. La collaborazione con IRST è attiva da anni, da quell’intuizione felice che ebbe il nostro amministratore delegato Vitaliano Brasini prematuramente scomparso, e abbiamo intenzione di continuare in questa direzione.”

Paolo Zoffoli, Presidente della Commissione assembleare IV Politiche per la Salute e Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna: “Oggi inauguriamo una perla che va ad aggiungersi alle altre realizzate in questi anni da IRST, grazie anche al contributo fondamentale delle associazioni di volontariato e di aziende private. La Biobanca rappresenta un’iniziativa di estrema importanza che si lega perfettamente all’aspetto della prevenzione, tema al quale la Commissione guarda sempre con grande attenzione. Il futuro della sanità passa attraverso la prevenzione ed essa basa buona parte delle sue chance di successo sulla ricerca. I risultati dell’impegno dell’IRST sono sotto gli occhi di tutti ed è per questo che ora è necessario sia il territorio e l’AUSL della Romagna a fare il salto di qualità nella creazione della Rete oncologica, affidandosi alle notevoli professionalità presenti in IRST e nella stessa Azienda.”

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