Bando Giovani Ricercatori, finanziato uno studio IRST sui tumori neuroendocrini

Lo studio AVATAR condotto da un’equipe del Centro di Ostoncologia e Tumori Rari mira a identificare biomarcatori utili per migliorare la pratica clinica di contrasto a questo tipo di neoplasie rare e altamente complesse. Il Ministero della Salute ha riconosciuto al progetto un finanziamento di 442mila euro.

Le neoplasie neuroendocrine (NEN) sono un gruppo di patologie rare la cui gestione clinica è resa estremamente complessa dalla loro imprevedibilità e dal loro comportamento eterogeneo. Una necessità prioritaria per questa malattia rara è l'identificazione di biomarcatori utili in pratica clinica e l’identificazione di nuove terapie per i pazienti.

Proprio in questo ambito il Centro di Osteoncologia e Tumori Rari dell’IRST IRCCS diretto dal Dr. Toni Ibrahim ha ottenuto un finanziamento di 442mila euro del Ministero della Salute nell’ambito dei Bandi di Ricerca finalizzata, sezione Giovani Ricercatori.

Il coordinatore di questo progetto chiamato AVATAR (Autologous ECM-composed scaffolds and zebrafish PDXs for indiViduAlized Theranostics in rARe neuroendocrine neoplasms) è la Dr.ssa Chiara Liverani, giovane ricercatrice della Unit di Osteo Oncologia del Laboratorio di Bioscienze IRST, coordinata dalla Dr.ssa Laura Mercatali. In particolare lo studio si basa sulla creazione di modelli preclinici studiati in laboratorio che presentano le caratteristiche principali dei tumori dei singoli pazienti. Verranno utilizzati dei campioni biologici prelevati da pazienti con tumore neuroendocrino per ricostruire in laboratorio il tumore del paziente tramite la sintesi di modelli tridimensionali costituiti dalle proteine estratte dai tessuti dei pazienti, sui quali verranno “seminate” le cellule tumorali derivate dallo stesso tessuto. L’utilizzo di modelli tridimensionali e di cellule derivate da paziente sono una prerogativa importante per l’ottenimento di risultati che siano facilmente traslabili in pratica clinica. Inoltre le cellule tumorali saranno impiantate in modelli zebrafish, un modello sperimentale innovativo utilizzato per lo studio delle patologie umane.

Su questi avatar di tessuti tumorali verranno studiate le cellule NEN primarie con grande fedeltà rispetto a tumori originali. Questi avatar verranno utilizzati non solo per identificare le caratteristiche dei tumori indolenti rispetto a quelli aggressivi ma anche per definire la loro sensibilità a farmaci convenzionali e innovativi. I dati saranno poi integrati con analisi molecolari approfondite per identificare i profili genetici e molecolari associati così da realizzare una “carta di identità “del tumore stesso e testare la correlazione esistente tra questi marker identificati e i dati clinici dei pazienti.

La strategia AVATAR mira alla generazione di modelli di neoplasie neuroendocrine personalizzate che attualmente mancano, alla scoperta di marcatori prognostici, alla verifica della loro utilità clinica , allo studio dell’ attività di farmaci in uso o innovativi e all’identificazioni di fattori predittivi di risposta.

Il team di lavoro include il Dr. Alberto Bongiovanni, oncologo del Centro di Osteoncologia e Tumori Rari, co-coordinatore del progetto, e la dr.ssa Flavia Foca dell’Unità Biostatistica e Sperimentazioni cliniche, che si occuperà della parte statistica.

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