All'IRST il punto sulle Cell Factories italiane

Dal 20 al 21 luglio all’Istituto Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori “Dino Amadori” si è svolto l’evento “Produzione e Controllo di qualità: le nuove sfide per le Cell Factories ospedaliere ed accademiche” che ha visto la partecipazione dei maggiori esperti nazionali per la produzione ed il controllo di qualità delle Terapie Avanzate, una tra le ultime e più promettenti frontiere nel campo delle cure oncologiche. Si è trattato di un momento di grande importanza per la condivisione e la riflessione sullo stato dell’arte e le prospettive tra chi, quotidianamente, è impegnato nella messa a punto e nella sperimentazione di terapie cellulari somatiche.    

Le terapie avanzate sono le terapie realizzate con farmaci innovativi, che si differenziano dai farmaci “classici” perché non si basano su molecole prodotte per sintesi chimica ma su cellule, tessuti, DNA o RNA. Negli ultimi anni tali terapie hanno avuto un notevole sviluppo con interessanti prospettive terapeutiche, offrendo nuove opportunità per la diagnosi, la prevenzione o il trattamento di gravi patologie che hanno attualmente opzioni terapeutiche limitate. I farmaci devono essere prodotti secondo le vigenti norme di buona fabbricazione (GMP), in strutture dedicate chiamate Cell Factories. L'intero processo produttivo e di controllo qualità devono essere approvati dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che verifica il rispetto delle norme. “All’IRST “Dino Amadori”, da anni sono in atto protocolli clinici sperimentali che prevedono l’utilizzo di terapia cellulare a base di cellule dendritiche in diverse patologie tumorali: melanoma, colon retto, mesotelioma, glioblastoma; a breve verrà attivata anche una nuova linea produttiva sperimentale per cellule modificate geneticamente, quali le cellule Car-T” ha spiegato l’organizzatore del convegno Massimiliano Petrini, Persona Qualificata Cell Factory - Immuno-Gene Therapy Factory IRST.

Dodici i relatori che si sono alternati durante la due giorni IRST mentre sono stati oltre 150 i professionisti collegati online, tecnici e ricercatori che operano nelle Cell Factories italiane. Oltre alle relazioni, numerosi e preziosi i momenti di confronto, utili per fornire lo stato dell’arte e analizzare gli aspetti fondamentali dello sviluppo futuro di queste terapie. L’attenzione si è concentrata, in particolare, sull’utilizzo di sistemi di produzione chiusi ed automatizzati che permettono maggior standardizzazione, riproducibilità e la messa a punto di test di potency (indicatore di attività) in vitro ed in vivo per garantire un prodotto efficace. Si è discusso anche di come sia necessaria una formazione specifica del personale, con l’auspicio di vederne l’introduzione nei corsi universitari.

Il Direttore Scientifico IRST Giovanni Martinelli ha commentato in chiusura dell’evento: “con questo convegno abbiamo voluto iniziare un percorso di messa a sistema di una rete tra Cell Factories per collaborare alla costruzione di nuove terapie cellulari. Visto l’ottimo esito di questa prima edizione, l’idea è di riproporre questo evento ciclicamente, sicuri così di contribuire alla crescita della ricerca su queste promettenti terapie”.

L’evento è stato organizzato anche grazie al contributo non condizionato di Miltenyi Biotec.

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