Monday, December 09, 2019
IRST - Meldola
 
“I TUMORI MALIGNI IN ROMAGNA”: DALLA CONOSCENZA DEI DATI, LA FORZA PER UNA CURA MIGLIORE
Era il 1985 quando venne pubblicato “I Tumori maligni in Romagna: epidemiologia e possibilità di controllo”, il primo pionieristico rapporto che, abbracciando il periodo 1960-1982, forniva un quadro complessivo della mortalità per queste patologie in Romagna, riportando anche i fattori di rischio e le possibilità preventive, diagnostiche e terapeutiche. Oggi, a 35 anni di distanza, esce il volume che ne prosegue le finalità scientifiche e lo spirito. Curato dal Prof. Dino Amadori (Presidente IOR e Direttore Scientifico Emerito IRST IRCCS), prodotto grazie al contributo dell’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), dall’Unità di Epidemiologia e Registro Tumori della Romagna e da alcuni professionisti dell’Istituto Tumori della Romagna IRST IRCCS sotto la direzione del dr. Fabio Falcini, oggi, come allora, il volume si pone quale riferimento scientifico nel quale sono riportati, per la maggior parte dei tumori maligni, i dati di mortalità, incidenza, sopravvivenza e prevalenza del trentennio 1986-2015 nel territorio della Romagna (Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini). Per ogni neoplasia sono stati tracciati anche un sintetico profilo clinico/terapeutico utile a inquadrarne lo stato dell’arte in termini di cura.

Il testo, per la capacità di fotografare l’evoluzione dei tumori, si pone quale strumento imprescindibile per la comprensione degli impatti effettivi dei percorsi diagnostici e terapeutici. Uno strumento di conoscenza del fenomeno cancro in tutte le sue dimensioni, necessario ai decisori istituzionali e a coloro che devono pianificare gli interventi sanitari per far sì che questi siano basati esclusivamente sui reali bisogni delle popolazioni, senza possibilità di spazio per interferenze, interessi di parte, emotività. Dalla conoscenza dei dati, dunque, è possibile far emergere la forza per una cura migliore, più puntuale.

Alcuni dati – Per quanto riguarda gli andamenti complessivi nel periodo analizzato dallo studio (1986-2015) sui territori di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini è possibile evincere, pur a fronte di una generalizzata crescita dell’incidenza (ovvero del numero di casi), il calo degli indici di mortalità. Un dato che premia l’efficacia complessiva del sistema di prevenzione, diagnosi e terapia attivo sul territorio, oltre ad una maggiore consapevolezza dei cittadini riguardo ai più corretti stili di vita. Le motivazioni del calo non sono, infatti, riconducibili ad una sola causa né sono le stesse per i singoli tumori. Per alcuni tumori il dato è imputabile a diagnosi sempre più precoci e a trattamenti più efficaci (tumore alla mammella), altri, ad importanti sviluppi terapeutici (leucemie, linfomi), alcuni ad interventi di prevenzione primaria che hanno inciso sul numero di persone ammalatesi (tumore al polmone negli uomini o a quello dello stomaco in entrambi i sessi). Gli incrementi dell’incidenza sono in parte legati alle diagnosi sempre più anticipate, connesse sia alle campagne di screening regionali (mammella, colon-retto e cervice uterina) sia a campagne di sensibilizzazione (lesioni della pelle).

Altro significativo effetto sull’incidenza lo esercita l’incremento dell’aspettativa di vita della popolazione, cresciuto progressivamente negli ultimi 40 anni: con il crescere dell’età è più frequente sviluppare patologie tumorali. Nel periodo 2011-2015 i tumori più diagnosticati negli uomini sono stati quello alla prostata (19,5% del totale), polmone (14,3%) e colon-retto (1,8%), nelle donne mammella (29,2%), colon-retto (11,9%) e polmone (8,1%). Sul complessivo i tumori più diagnosticati sono stati mammella (14%), colon-retto (11,9%) e polmone (11,4%). Scala cui non corrispondono – per effetto dell’evoluzione delle cure e della prevenzione – le patologie che sono causa del maggior numero di decessi: complessivamente si tratta di polmone (20,5%), colon-retto (10,9%) e stomaco (8%); per gli uomini polmone (26%), colon-retto (10,3%) e prostata (8,3%) mentre per le donne sono mammella (14,3%), polmone (13,8%) e colon-retto (11,6%). Sulla base degli andamenti complessivi è possibile stimare che il numero di nuove diagnosi oncologiche del 2020 saranno circa 8000 casi (4.105 uomini, 3.732 donne) con prevalenza di tumori alla mammella (il 14,2% del totale), polmone (11,9%) e colon-retto (10,9%). Complessivamente – un dato che è equiparabile a quello dell’Italia – il rischio per un residente in Romagna di ammalarsi di tumore nell’arco della vita (0-84 anni) è di un caso ogni 2 uomini e uno ogni 3 per le donne.

 Il Registro Tumori della Romagna – Nato per iniziativa del Prof. Dino Amadori in occasione di uno dei primissimi consigli direttivi dell'Istituto Oncologico Romagnolo – fatto già di per sé emblematico di quanto il futuro fondatore dell’IRST IRCCS lo ritenesse un progetto essenziale per il progresso dell’oncologia nel territorio – il Registro Tumori si poneva l’obiettivo di acquisire informazioni affidabili e accurate sulle neoplasie in Romagna. A spingere Amadori e i colleghi Gianfranco Buzzi e Vittorio Tison – i primi a sostenere il progetto – c’era la consapevolezza che solo dalla conoscenza quantitativa e qualitativa del “fenomeno cancro” fosse possibile pianificare interventi specifici e puntuali nei territori che più ne avevano bisogno, indirizzare al meglio le attività di ricerca.

Il Registro, grazie al fondamentale contributo di Marco Geddes (fondatore e direttore del Registro Tumori di Firenze), ha iniziato le proprie attività nel 1985, dapprima a servizio degli ambiti di Forlì e Ravenna. Nel corso degli anni, oltre al proprio consolidamento, il Registro Tumori ha compreso anche il territorio di Rimini. Ceduto nel 2007 alla cifra simbolica di 1 euro all’Istituto Tumori della Romagna IRST, il RTRo ha sede nella struttura di Meldola. Nel corso dell’ultimo decennio il Registro, oltre alle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna, ha ampliato la propria operatività ai territori di Imola e, più recentemente, di Ferrara, ricoprendo così un bacino popolazionale di quasi 1.610.000 abitanti.

Il Registro è diretto dal dr. Fabio Falcini – che ne è alla guida fin quasi dall’avvio delle sue attività come struttura IOR – da pochi mesi indicato quale responsabile anche del Registro Tumori della Regione Emilia-Romagna.

 I dati al servizio della programmazione… – Il valore del lavoro svolto dai Registri Tumore trova ulteriore conferma nell’impatto che le informazioni raccolte, elaborate e messe a disposizione della comunità hanno a servizio della programmazione sanitaria e della sanità pubblica. In tal senso In particolare, anche in Italia – in IRST in particolare – gli ultimi anni hanno visto una crescita prepotente della cultura dell’analisi, grazie ad esperienze capaci mettere in collegamento più banche dati, più fonti d’informazione sulla salute (cartelle cliniche informatizzate, flussi amministrativi), le condizioni socio-economiche e quelle previdenziali dei cittadini. Si tratta di esperienze di outcome research (ricerche di esito) che si muovono in un terreno di conoscenza che vede confrontarsi l’ambito di Direzione sanitaria con quello scientifico, con il solo obiettivo di offrire una risposta più efficace e sempre più di valore alle richieste di cura dei cittadini in termini di tempi di risposta (liste di attesa), risultati attesi, benessere, diminuzione delle disparità tra territori, economicità.

… e della sanità pubblica – Dallo studio e analisi dei dati epidemiologici non emergono però solo indicazioni per una migliore programmazione, ma anche linee per definire e promuovere buone pratiche per il miglioramento della qualità della vita. Diventa, così, esemplare, lo studio avviato da Romagna Acque – Società per azioni a capitale pubblico che gestisce tutte le fonti idropotabili della Romagna – e Registro Tumori della Romagna sull’evoluzione dell’incidenza tumorale in relazione alla qualità delle risorse idriche.

La presentazione – Il volume, edito da Maggioli, è stato presentato lunedì 18 novembre in IRST alla presenza di un qualificato tavolo di relatori. Dopo i saluti del Dr. Fabrizio Miserocchi, Direttore Generale IOR, si sono susseguiti professionisti ed amministratori in forte connessione con la sanità e la ricerca.

Roberto Cavallucci, Sindaco di Meldola: “Questo è un lavoro prezioso, utile anche per noi amministratori e decisori delle politiche di sanità. Continuiamo a lavorare insieme per la ricerca, completiamo la rete oncologica per continuare a guardare il futuro con speranza”.

Renato Balduzzi, Presidente IRST IRCCS: “La grande forza di questo IRCCS è la capacità di lavorare insieme tra clinici, ricercatori e cittadini e di farlo guardando lontano. Qui c’è un grande sogno, del Prof. Amadori in primis, di creare, primo in Italia, un centro comprensivo per la cura e la ricerca di rete.”

Dino Amadori, Presidente IOR e Direttore Scientifico Emerito IRST IRCCS ha svolto un excursus sugli studi compiuti nel campo dei tumori allo stomaco e sulla relazione alimentazione-tumori, dalla pionieristica ricerca del 1980 sulle relazione tra l’utilizzo di acque ricche di nitrati dei pozzi artesiani e neoplasie gastriche alla ricerca da poco avviata con RomagnAcque.

Fabio Falcini, Direttore Registro Tumori della Romagna, Imola e Ferrara e del Registro Tumori Emilia-Romagna: “I dati presentati mostrano un calo significativo generalizzato della mortalità; unico caso l’aumento di quella per tumore al polmone nelle donne, dovuto al fatto che il genere femminile è storicamente arrivato dopo gli uomini al tabagismo. Altri aspetti visibili dal Registro sono le attese che realisticamente possiamo delineare: se nel 2020 ci aspettiamo circa 8.000 nuovi casi, il rischio di incappare in tumore purtroppo resta abbastanza alto pari al 50% per gli uomini, un terzo per le donne. Il Registro valuta anche gli esiti degli screening evidenziando una sovrapposizione quasi perfetta tra queste azioni e la riduzione della mortalità per le neoplasie affrontate. Singolarmente dati confortanti li riscontriamo nelle principali neoplasie, mammella, prostata, colon-retto, anche nel polmone.”

Mentre Mattia Altini, Direttore Sanitario IRST IRCCS e Presidente SIMM ha affrontato il tema dei dati quale carburante per la programmazione verso il maggior valore possibile dell’azione sanitaria e un utilizzo più appropriato delle risorse disponibili, Tonino Bernabé, Presidente RomagnAcque Spa, ha proposto il modello del progetto di ricerca IDRA, uno studio che sovrappone le cartine epidemiologiche con i dati bio-chimici delle acque erogate per singolo punto di emissione con l’idea che il grande progetto della Diga di Ridracoli, consentendo di limitare l’uso di acque da pozzi, abbia portato un reale impatto sulla salute dei cittadini.

Giorgio Ercolani, Direttore Chirurgia Generale ed Oncologica Ausl Romagna: “Questo lavoro dimostra quali vantaggi si possano ricavare dall’unione di competenze. E’ necessario fare qualche passo in più per camminare insieme e sfruttare le grandi potenzialità di cura, ricerca e formazione offerte da un Irccs come IRST. Un esempio sono gli studi avviati sui tumori gastrici e le azioni di chirurgia connesse”.

Marco Geddes da Filicaia, epidemiologo: “I progetti di epidemiologia nacquero scartabellando negli archivi; oggi sembra tutto più facile ma non lo è: l’infinità di dati a disposizione ci restituiscono le storie delle persone, materiali ricchi per la ricerca che ci pongono grandi quesiti etici e politici.”

Sergio Venturi, Assessore alle Politiche per la Salute Regione ERmilia-Romagna: “Tanto è stato fatto grazie a persone lungimiranti come il prof. Amadori ma altrettanta ci aspetta per questo oggi festeggiamo un traguardo e rilanciamo una volontà. L’Irccs di Meldola – che è il più vocato in Regione per l'oncologia – è un luogo che ha un profilo internazionale che vogliamo sia sempre più un patrimonio straordinario della nostra Regione. Abbiamo bisogno però di superare gli steccati dettati da presunti interessi di parte e farlo superando le diffidenze. Nel rispetto delle autonomie è d’obbligo lavorare insieme; farlo consci che i cambiamenti esigono tempi, talvolta lunghi. Dobbiamo trovare insieme un modello che ci permetta di far schiudere le grandi potenzialità che qui ci sono. Un modello potrebbe essere l’Istituto Mario Negri di Milano, motore di ricerca che poggia per la parte di assistenza sulle strutture sanitarie. Può essere una strada. Troviamo un progetto di sviluppo, troviamo una personalità che possa farlo. La Regione crede in questo Irccs. Un esempio? Qui ha sede proprio il Registro Tumori dell’Emilia-Romagna. Se sapremo trovare una strada, l’Assessorato e il Presidente sono pronti a valorizzare le peculiarità che qui ci sono. Penso alle sperimentazioni di fase 1, alla gestione delle degenze, che all’interno di un progetto regionale dovrebbero trovare nell’IRST il fulcro.”


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
IRST - Meldola

Data pubblicazione:  11/18/2019
 

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