mercoledì 20 febbraio 2019
IRST - Meldola
 
Investigator meeting Studio INO-CD22 - 28 gennaio 2019
Si terrà lunedì 28 gennaio, a Bologna, il primo investigator meeting dello studio osservazionale retrospettivo multicentrico denominato INO-CD22. Obiettivo dello studio, coordinato dall’Istituto Tumori della Romagna (IRST) Irccs di Meldola (Forlì-Cesena), è quello di raccogliere i dati clinici di tutti i pazienti affetti da Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) trattati in Italia con Inotuzumab Ozogamicin in uso compassionevole – quindi impiegato al di fuori degli studi clinici per pazienti che, si ritiene, potrebbero beneficiarne ma che non hanno i requisiti necessari per accedere ad uno studio sperimentale – dal 2014 ad oggi, così da poter valutare su un’ampia casistica di pazienti la sicurezza e l’efficacia di questo trattamento sperimentale.

La Leucemia Linfoblastica Acuta – La LLA è un tumore del sangue che origina da un particolare tipo di cellule del sistema immunitario, i linfociti. Quando una persona è colpita da LLA i suoi linfociti non maturano ma cominciano a riprodursi più velocemente aumentando di numero a livello del midollo osseo la cui funzionalità viene alterata ( con relativa riduzione del numero delle normali cellule qui prodotte ossia piastrine , globuli rossi e globuli bianchi normali), del sangue periferico, dei linfonodi e del sistema nervoso centrale. La LLA è una malattia fortunatamente abbastanza rara: in Italia si registrano circa nuovi 800 casi all’anno, 1.6 ogni 100.000 maschi e 1.2 ogni 100.000 femmine. La LLA è però il tumore più frequente in età pediatrica: rappresenta l'80 per cento delle leucemie e circa il 25 per cento di tutti i tumori diagnosticati tra 0 e 14 anni.

Il trattamento con inotuzumab ozogamicin – Inotuzumab ozogamicin è un farmaco composto da un anticorpo monoclonale coniugato al chemioterapico. L’anticorpo è in grado di riconoscere e legarsi ad una specifica molecola, il CD22, che è presente sulla superficie delle cellule leucemiche in oltre il 90% dei pazienti affetti da LLA. Avvenuto il legame, l’anticorpo rilascia il farmaco chemioterapico all’interno della cellula causandone la morte. “Questo meccanismo d’azione altamente selettivo permette di avere un’altissima efficacia e un basso profilo di tossicità, consentendo di alzare il numero di pazienti eleggibili per il trapianto di cellule staminali emopoietiche, oggi l’unica possibilità di cura – spiega Giovanni Martinelli, Direttore scientifico IRST IRCCS – Questo trattamento è non solo efficace ma di semplice gestione potendo esser somministrato in ambulatorio; rappresenta pertanto un valido alleato per il trattamento di una patologia molto grave. Il ruolo dello studio sarà quello di darne evidenza consentendone un suo più significativo utilizzo nella pratica clinica”.

Lo studio INO-CD22 – L’investigator meeting di lunedì sarà occasione d’incontro dei circa 30 centri onco-ematologici italiani partecipanti allo studio, in attesa che sia sottomesso ad approvazione presso tutti i comitati etici coinvolti. Lo studio avrà una durata di due anni, durante i quali verranno raccolti e analizzati i dati clinici dei pazienti che avranno acconsentito a partecipare, in forma anonimizzata per garantirne la riservatezza. Al termine dello studio i risultati verranno pubblicati su riviste scientifiche.

L’evento organizzato dal Centro Coordinamento Studi IRST in collaborazione con ProEventi, è patrocinato da Fondazione GIMEMA e si terrà presso l’NH Hotel de la Gare di Bologna.


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
IRST - Meldola

Data pubblicazione:  28/01/2019
 

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