giovedì 24 maggio 2018
IRST - Meldola
 
UNIBO diventa socio di IRST IRCCS - 10 aprile 2018

Università di Bologna e Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS insieme per esplorare nuovi campi dell’oncologia. L'Università entra a far parte della compagine sociale dell’IRST acquistando il 5% del capitale sociale dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena.

Un’alleanza ancora più stretta fra l’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS e l’Università di Bologna dona forza alla ricerca contro i tumori. In continuità con le iniziative di collaborazione in ambito di ricerca e formazione dei due enti, l’Alma Mater ha infatti deciso di entrare a far parte della compagine sociale dell’istituto romagnolo. La scelta è stata assunta dal consiglio di Amministrazione dell’Ateneo nella sua ultima seduta. Ad annunciarlo è stato oggi il Rettore Francesco Ubertini assieme al Presidente IRST IRCCS, Renato Balduzzi, agli altri vertici dell’IRCCS oncologico, tra cui il Direttore scientifico in carica, Giovanni Martinelli, il Direttore scientifico Emerito, Dino Amadori e il Direttore del Laboratorio di Bioscienze, Massimiliano Bonafè. In rappresentanza del socio di maggioranza, Regione Emilia-Romagna, Kyriakoula Petropulacos (Direttore Generale Cura della Persona, Salute e Welfare Regione Emilia-Romagna).

Se la medicina moderna, in particolare l’oncologia, reclama l’abbattimento delle frontiere fra scienze, la cooperazione tra Università di Bologna e IRST IRCCS, promuovendo l’utilizzo congiunto di risorse e competenze, proponendosi di sviluppare insieme le scienze della vita e le tecnologie avanzate è tra le risposte più efficaci. All’interno dell’accordo quadro già siglato, numerose sono le collaborazioni attive in termini di progetti di studio tra IRST IRCCS e vari Dipartimenti dell’Università di Bologna. Tra questi, oltre ovviamente al Dipartimento di Medicina Specialistica Diagnostica e Sperimentale (DIMES), da cui provengono sia il Prof. Giovanni Martinelli sia il Prof. Massimiliano Bonafè, si ricordano, il Dipartimento di Ingegneria dell'Energia Elettrica e dell'Informazione "Guglielmo Marconi" e il CIG - Centro Interdipartimentale “L. Galvani” per studi integrati di Bioinformatica, Biofisica e Biocomplessità - per lo sviluppo e l’implementazione di sistemi connessi alla diagnostica ed alle metodologie di analisi sperimentale (in collaborazione con i Prof. Enrico Sangiorgi, Alessandro Bevilacqua ed Emanuele Domenico Giordano); il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (con il Prof. Francesco Capozzi), per le sempre più attuali tematiche inerenti il settore agroalimentare e la metabolomica; in ambito farmaceutico con il Dipartimento di Scienze per la Qualità della vita e il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali (BIGEA), con i Prof. Rita Casadio e Pier Luigi Martelli nel campo della Biologia computazionale e della Bioinformatica per lo sviluppo e l'applicazione di strumenti per l'analisi e l'integrazione di dati biomedici.

Le affinità tra le due realtà troveranno ancor più forza e valore attraverso l’ingresso dell’Università di Bologna nel capitale sociale di IRST Srl. La proposta d’investimento che vede l’Alma Mater rilevare il 5% del capitale sociale dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Cesena per un valore pari ad 1 milione di euro, è resa possibile grazie ad una modifica statutaria approvata lo scorso 11 dicembre dall’Assemblea dei Soci; tale modifica permette di innalzare il livello della componente pubblica della compagine sociale dell’Istituto Tumori della Romagna al 75% (oggi la Regione Emilia-Romagna detiene il 35% delle quote, l’Azienda USL della Romagna il 33,4%, il Comune di Meldola l’1,22%) mantenendo, comunque, inalterato il sistema delle garanzie e l’equilibrio interno. In particolare, invariati restano alcuni aspetti cardine, quali la nomina del Presidente del CdA da parte della componente privata, quella del Direttore generale che resta di competenza pubblica e la nomina del Direttore scientifico frutto d’intesa tra le due parti. Accanto a questi passaggi, tutte le decisioni fondamentali per la vita dell’Istituto – la trasformazione dell’IRST o il suo scioglimento anticipato, le modifiche dello statuto, il gradimento all’ingresso di nuovi soci, l’acquisto di beni immobili – dovranno essere assunte con il voto favorevole di rappresentanti di almeno l’80% del capitale sociale.

Per IRST, l’ingresso dell’Università di Bologna rappresenta una grandissima opportunità per ciò che riguarda l’ambito della formazione e della ricerca, in particolare in quelle aree complementari all’oncologia ma fondamentali per il suo sviluppo, quali bioinformatica, le materie legate alle nanotecnologie, la fisica della materia, la chimica. Di valore anche quanto può rappresentare IRST per il Polo didattico e di ricerca di Bologna, configurandosi quale sede a disposizione degli studiosi dell’Università. A dimostrazione del virtuoso scambio tra le due realtà, risalto meritano i dottorati di ricerca intersettoriali che permetteranno a 6 dipendenti IRST di frequentare 3 corsi di dottorato presso UniBo. L’Istituto, nato nel 2007, riconosciuto quale IRCCS dopo appena 5 anni, rappresenta un network di strutture di cura, diagnosi e studio ad alto contenuto tecnologico e professionale che lo rendono riferimento di livello regionale e nazionale. Nelle sue quattro sedi operative (Forlì, Cesena, Ravenna Radioterapia, Meldola) IRST prende in carico ogni anno oltre 19mila pazienti, il 20% dei quali provenienti da fuori Regione Emilia-Romagna. Il centro si presenta come luogo a elevato potenziale scientifico e sede per lo sviluppo di attività di ricerca, trattamenti innovativi e didattica formativa nell’ambito dell’oncologia non invasiva (oncologia, ematologia, medicina nucleare e radioterapia). IRST, inoltre, dispone di facility uniche nel panorama italiano quali una Cell Factory per la produzione di terapie cellulari in GMP, un Laboratorio di Bioscienze (con 48 ricercatori dedicati) con un ambito di Diagnostica Molecolare e Predittiva, una Biobanca inserita nelle reti europee, una tecnostruttura adeguata a sostenere e accompagnare la ricerca formata da un Ufficio per il Trasferimento Tecnologico, un’Unità di Biostatistica e la sede del Registro dei Tumori della Romagna, Ferrara e Imola.

In occasione del rinnovo del Consiglio di Amministrazione di IRST, avvenuto lo scorso anno, il delegato del Rettore al Bilancio, prof. Angelo Paletta, e il prof. Andrea Ardizzoni (Direttore del Dipartimento di Oncologia e di Ematologia presso il Policlinico Sant’Orsola – Malpighi) sono stati nominati, su indicazione della Regione Emilia-Romagna, consiglieri nell’ambito della quota di amministratori espressa dai soci pubblici. Nella medesima quota, da parte Azienda USL della Romagna e Comune di Meldola, è stato nominato il dr. Lorenzo Nardella (commercialista, sindaco e revisore dei conti). Per indicazione delle Fondazioni bancarie, il dr. Giorgio Maria Verdecchia (già Direttore Dipartimento Chirurgia e Chirurgia Terapie Oncologiche Avanzate presso AUSL Forlì). Alla Presidenza del CdA è stato confermato il prof. Renato Balduzzi, consigliere indicato dall’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR).

Ad aprire il giro d’interventi, il Rettore Francesco Ubertini: “Sono molto soddisfatto dell’ingresso dell’Università di Bologna nella compagine sociale dell’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS. Si tratta di un Passo ulteriore che rafforza la collaborazione sia in ambito di ricerca sia assistenziale. Questa nuova sinergia inoltre permetterà di dare vita anche ad azioni legate al potenziamento non solo delle reti cliniche ma anche nel campo della ricerca industriale. Tutte queste novità si inseriscono in un quadro di progressiva integrazione tra le attività in ambito medico dell’alma Mater e il servizio assistenziale della Romagna.”

A seguirlo il Presidente IRST, prof. Renato Balduzzi: “La soddisfazione espressa dall’Università non può che essere la nostra: questo passaggio, che formalizza quanto da tempo era già in potenza, cambia in termini di qualità una collaborazione attiva fin dalla nascita dell’Istituto. La presenza di UniBo ci permetterà di rafforzare la nostra missione di ricerca e formazione godendo delle competenze che sono dette complementari ma in realtà hanno un ruolo fondamentale per l’oncologia. Il beneficio è condiviso, ritengo, perché avere una sede formativa in più come IRST a disposizione degli studenti oltre ad avere la partecipazione di dipendenti IRST a corsi di dottorato intersettoriali, sono aspetti di valore. L’ingresso di UniBo, nell’esaltare la capacità di IRST di esser parte della rete della Sanità regionale, evidenza ancor di più la forza del nostro modello di condivisione e quanto la compagine privata sociale sia espressione di un forte sentimento etico: nel momento in cui un socio ha ritenuto di privarsi di quote, non si è intervenuto nella ricerca di un altro privato ma dell’ente che potesse assicurare continuità e maggior crescita. L’ingresso di UniBo vuol dire, per entrambi, potenziare le attività d’elezione: fare innovazione, ricerca indipendente a diretto beneficio della comunità, di chi ha bisogno.”

Sul valore della ricerca è intervenuto anche il prof. Giovanni Martinelli, Direttore scientifico IRST: “Immaginate la mia felicità oggi: come universitario, come neo Direttore in IRST. Questo ingresso rappresenta una grande opportunità per svariati ordini di motivi: la prima è data dal valore della ricerca svolta in IRST, attività tale che il nostro Laboratorio – diretto dal prof. Massimiliano Bonafè – si figura già oggi quale hub, torre della ricerca che è parte dei progetti di sviluppo futuro dell’Università. Senza spazi e tecnologie adeguate non si fa ricerca. IRST offre questa opportunità specie quella di tipo clinico. Già conduciamo differenti sperimentazioni nelle sedi della Romagna; in futuro potremmo allargare la platea dei partner ai grandi centri di Bologna. Con l’Università potremo certamente potenziare la didattica, alzando ulteriormente il livello, già alto, delle cure offerte. Altra opportunità, IRST offre una chance concreta per formazione e raccolta fondi. I dati ministeriali parlano chiaro: siamo coloro che in Italia crescono di più.”

Dino Amadori, Direttore scientifico emerito IRST: “Due le mie considerazioni. La prima è un ringraziamento all’Alma Mater che ha consentito che il lungo percorso che ha portato all’identificazione di chi dovesse prendere la guida scientifica dell’IRST si potesse concludere al meglio, ovvero con la scelta del prof. Giovanni Martinelli. L’arrivo di Martinelli, unitamente a quello di Bonafè, incrementa nei fatti il rapporto che UniBo ha creato con il territorio di Forlì, un aspetto da tenere in considerazione nell’eventuale scelta di sedi ulteriori che compirà l’Università. Seconda considerazione si lega al mio ruolo di Presidente dell’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), il più importante socio privato di IRST. Abbiamo accolto con grande favore l’avvento dell’Università perché quanto più entra la cultura negli enti tanto più questi ne traggono forza. Non si tratta di un evento burocratico ma di sostanza: IRST, per compiere ricerca, ha bisogno di partner forti grazie ai quali potersi porre a livello europeo conformandosi sul modello innovativo di Comprehensive Cancer Care and Research Network.”

Ha concluso l’evento l’intervento di Kyriakoula Petropulacos (Direttore Generale Cura della Persona, Salute e Welfare Regione Emilia-Romagna): “Esprimo da parte di tutta la Regione Emilia-Romagna grande soddisfazione per la conclusione di questo percorso, lungo ed intenso, che vede concretizzarsi una maggior integrazione fra due soggetti forti e significativi in un ambito così rilevante per gli asset strategici della nostra Regione come sono quelli della ricerca biomedica. La maggiore presenza dell’Ateneo bolognese nel territorio della Romagna darà ai ricercatori di entrambe le strutture molte opportunità in più e sarà occasione per incentivare una rete diricerca regionale che esiste già ma che può svilupparsi ulteriormente per offrire ai cittadini un’assistenza non solo qualificata ma anche all’avanguardia.”


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
IRST - Meldola

Data pubblicazione:  10/04/2018
 

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