mercoledì 21 novembre 2018
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Vaccinazione antinfluenzale: come si devono comportare i pazienti oncologici? - 5 novembre 2018

L’inverno è alle porte. E con il freddo incombe l’influenza, fastidiosa infezione virale estremamente contagiosa che, per particolari categorie di persone e malati, può rappresentare serie problematiche e complicanze. Per prevenire tali difficoltà e la diffusione del virus, il Sistema Sanitario Regionale dell’Emilia-Romagna, nell’ambito delle iniziative del Ministero della Salute, anche quest’anno ha lanciato una campagna di vaccinazione. Ma un paziente affetto da tumore come deve comportarsi? E’ opportuno vaccinarsi? Lo abbiamo chiesto al Dr. Lorenzo Cecconetto, medico oncologo IRST Irccs.

L’influenza... È una malattia infettiva provocata da virus che si trasmette per via respiratoria. L’influenza si presenta ogni anno durante l’inverno registrando il picco più alto generalmente tra il mese di gennaio e la fine di febbraio. Di solito porta febbre alta, tosse, raffreddore, cefalea, inappetenza, dolori muscolari e stanchezza. Nella maggioranza dei casi la malattia si risolve in pochi giorni, anche se la debolezza può proseguire per alcune settimane. Alle persone con malattie croniche e alle persone anziane, l’influenza può provocare serie complicanze respiratorie.

Dott. Cecconetto, che tipo di interazioni possono esserci tra tumore e sistema immunitario? In particolare, una persona malata di cancro ha più possibilità di contrarre l’influenza?

In linea generale sappiamo che la malattia tumorale e i trattamenti correlati – soprattutto la chemioterapia – possono ridurre la sorveglianza immunitaria aumentando così la suscettibilità del paziente alle infezioni, e quindi, , sebbene non esistano dati specifici, in teoria anche all’influenza. È invece corretto ricordare che le persone affette da malattia oncologica (ma anche le persone al di sopra dei 65 anni di età oppure con malattie croniche come il diabete, malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie) hanno un maggiore rischio di sviluppare le complicanze dell’influenza oppure forme influenzali particolarmente gravi.

E’ opportuno, dunque, che i pazienti oncologici si sottopongano al vaccino anti-influenzale sia che siano in trattamento (chemioterapia, radioterapia o altro) sia in follow up?

Dovendo dare un’indicazione generale, consigliamo di vaccinare tutti i pazienti oncologici specialmente i pazienti in chemioterapia e in stretto follow up. Tuttavia la decisione andrebbe presa valutando, caso per caso, le varie comorbidità e i diversi fattori di rischio. Naturalmente è sempre auspicabile una collaborazione tra oncologo e medico di medicina generale allo scopo di ottimizzare e condividere la decisione.

La vaccinazione è più indicata per alcuni tipi di tumore?

A mio avviso particolare attenzione andrebbe riservata alle persone con neoplasie ematologiche (leucemie, linfomi, mielomi), sebbene non vi siano dati “tumore-specifici“ certi e convincenti.

È consigliabile far vaccinare anche le persone che vivono insieme al paziente oncologico?

In linea di massima sì, soprattutto qualora non fosse possibile vaccinare il paziente.

Esistono controindicazioni alla vaccinazione anti-influenzale?

Le uniche controindicazioni note sono rappresentate da una reazione allergica grave (anafilassi) insorta dopo la somministrazione di una precedente dose o una reazione allergica grave (anafilassi) a un componente del vaccino. Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre (ad esempio, il tipico “raffreddore” stagionale) costituisce una controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta. Naturalmente, ma non riguarda necessariamente il settore oncologico, anche una particolare malattia neurologica (nota come la sindrome di Guillain-Barrè) insorta entro 6 settimane dalla somministrazione di una precedente dose di vaccino antinfluenzale costituisce controindicazione alla vaccinazione.

Il vaccino... La protezione si sviluppa circa due settimane dopo la somministrazione del vaccino e permane per tutta la stagione epidemica. I virus influenzali cambiano di frequente. Per questo la composizione del vaccino viene determinata, ogni anno, sulla base dei virus circolanti nel mondo. I vaccini utilizzati sono di diverso tipo. La scelta di quello più adatto alla persona (e se NON farlo) compete al medico che prescrive o effettua la vaccinazione. Il vaccino viene somministrato con un’iniezione preferibilmente nella parte superiore del braccio. Le vaccinazioni vengono effettuate dai Medici di famiglia e dai servizi vaccinali dell’Azienda Usl. Gli effetti collaterali della vaccinazione sono, di norma, rari e di scarsa entità.

La vaccinazione antinfluenzale gratuita è considerata necessaria e quindi è offerta gratuitamente dal Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia-Romagna a:
• tutte le persone (bambini e adulti) con malattie croniche;
• persone che abbiano o abbiano superato i 65 anni di età;
• personale di assistenza (operatori sanitari e socio-sanitari);
• donatori di sangue;
• donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza;
• addetti ai servizi pubblici essenziali (come insegnanti, autisti di mezzi pubblici etc) ;
• personale che è a contatto con animali.

Prima di sottoporti a vaccinazione CHIEDI CONSIGLIO AL TUO MEDICO IRST!

Informazioni sulla campagna di vaccinazione possono essere richieste anche al numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033033 (tutti i giorni feriali dalle 8.30 alle 17.30; il sabato e prefestivi dalle 8.30 alle 13.30). Materiali e ulteriori indicazioni possono esser reperite ai seguenti siti istituzionali:
Ministero della Salute - http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?lingua=italiano&area=influenza&menu=vaccinazione
Servizio sanitario Regione Emilia-Romagna - https://www.vaccino-antinfluenzale.it


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
IRST - Meldola

Data pubblicazione:  13/11/2015
 

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