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Il "Premio Vincenzo Bellavista" 2011 a un progetto di ricerca IRST - 20 maggio 2011

Il "Premio Vincenzo Bellavista" 2011 a un progetto di ricerca del Centro di Osteoncologia e Laboratorio di Bioscienze IRST

Nel ricordo di Vincenzo Bellavista, storico Direttore Generale dell’azienda COCIF scomparso quattro anni fa, presentato venerdì 20 maggio un progetto cui sarà destinata una borsa di studio finanziata dall’azienda romagnola. L'obiettivo dello studio punta a identificare “marcatori sentinella” utili ad anticipare, quindi a prevenire grazie a farmaci innovativi, lo svilupparsi di metastasi ossee derivanti dal propagarsi di cellule tumorali staccatesi da tumori al seno.

Ad aprire la conferenza stampa, alla presenza del Prof. Dino Amadori, Direttore Scientifico dell’IRST e del Dr. Mattia Altini, Direttore Sanitario IRST e della famiglia Bellavista, Luca Benedettini, Presidente COCIF: “Nel solco delle prime iniziative intraprese da Vincenzo Bellavista, la nostra azienda ha dedicato un’attenzione particolare alla ricerca scientifica, nella convinzione che un futuro migliore passi soprattutto attraverso la conoscenza e la scoperta. L'istituzione del Premio intitolato a Vincenzo è un’iniziativa che consente di ricordare la sua figura e nello stesso tempo di guardare al futuro e in particolare al futuro dei giovani romagnoli”. Ed è appunto al futuro, assicurato con la prevenzione, che guarda questo progetto incentrato sulle metastasi da carcinoma mammario e, in generale, la ricerca dell’IRST: “Ad oggi il tumore al seno è la prima causa di morte nella donna. – spiega il Prof. Dino Amadori -“ I nuovi casi di carcinoma mammario sono sempre in aumento ma, nel contempo, sta diminuendo la mortalità. Questo significa che la prevenzione, la diagnosi precoce e le cure funzionano ma qui entra in gioco anche l’importanza della ricerca. Se non facessimo ricerca questo processo si fermerebbe.”

Il cancro al seno, dovuto alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne, colpisce ogni anno, solo in Italia, oltre 25.000 donne e per più di 10.000 ne è la causa di morte. Ulteriore aspetto della malattia è quello connesso alle ricadute, cioè al presentarsi, in donne già colpite e curate per questo tumore, di metastasi in organi differenti. In oltre il 50% dei casi ciò si traduce nello sviluppo di metastasi a livello osseo. Un'evenienza particolarmente grave: nonostante l'alta variabilità da individuo a individuo, la sopravvivenza media della paziente malata è oggi, infatti, stimata in 24-36 mesi. Per alzare questa soglia è perciò importante riuscire a capire – ed è quanto si ripromette di raggiungere il progetto sviluppato dai ricercatori del Centro di Osteoncologia di cui responsabile è il Dr. Toni Ibrahim e del Laboratorio di Bioscienze diretto dal Dr. Wainer Zoli – quali siano i meccanismi genetici che determinano il “migrare” delle cellule malate dal tumore originario verso altre sedi, provocando così le metastasi ossee. Farlo permetterebbe di sfruttare le notevoli potenzialità dei diversi farmaci antitumorali a bersaglio osseo sviluppati in questi anni sia a scopo curativo sia preventivo: “La ricerca – illustra il Dr. Zoli - è finalizzata a meglio definire la biologia delle metastasi ossee, a capire dove e perché si formano le cellule responsabili delle metastasi e a come prevenirle. In Italia non esistono strutture con una vocazione così incentrata sulle metastasi ossee”. “Dal 2005 – specifica il Dr. Toni Ibrahim - abbiamo seguito 2mila pazienti a livello nazionale di cui il 55% dei pazienti vengono da fuori dell’Area Vasta Romagna ed il 20% da fuori regione”.

Il progetto, a cui saranno destinati 10mila euro, è stato poi illustrato dettagliatamente dalla Dr.ssa Laura Mercatali, referente biologa del Centro di Osteoncologia IRST. La dottoressa, insieme alla Dr.ssa Chiara Liverani, giovane ricercatrice forlivese, seguirà questo studio per il quale, precisa: “verranno utilizzati i materiali che si hanno già a disposizione dopo l’intervento senza far subire al paziente alcun ulteriore prelievo”. “E’ con grandissimo piacere - sottolinea Piero Cataldo, Direttore Generale COCIF - che riserveremo a questi ricercatori e a questo progetto il nostro contributo. Mi auguro che si diffonda sempre più nel nostro territorio la consapevolezza che aiutare la ricerca significa porre le basi per un futuro migliore per i nostri figli, il loro benessere, le loro soddisfazioni.”

foto conferenza stampa COCIF Premio Bellavista

I partecipanti alla conferenza stampa e famiglia Bellavista


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
IRST - Meldola

Data pubblicazione:  5/24/2011
 

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