Monday, September 16, 2019
IRST - Meldola
 
Amadori: Fiducia alla Regione ma la Rete oncologica va completata in fretta - 22 maggio 2019

Avendo partecipato recentemente a un tavolo di lavoro dell’Associazione dei Cancer Center Europei, tengo a precisare quanto segue.

L’IRST inizia l’attività presso l’ex ospedale zonale di Meldola nel 2007 a fronte di una sperimentazione gestionale con particolare coinvolgimento dell’ex AUSL di Forlì e delle altre 3 AUSL della Romagna con l’obiettivo di qualificare la già elevata assistenza in ambito oncoematologico, sviluppando l’attività di ricerca. Nel 2012 dopo solo 5 anni di attività al nostro Istituto è stato conferito il titolo di IRCCS dal Ministero della Salute grazie anche all’impegno della Regione a sostegno del progetto.

L’ubicazione (decentrata e non inserita in un complesso ospedaliero) limita (mancanza di rianimazione, attività chirurgica/interventistica) lo sviluppo di trattamenti di alta complessità assistenziale. In uno scenario in cui l’attività oncoematologica sperimentale punta a sviluppare trattamenti ad alta complessità e ad alto rischio (car-T cell, trapianti, attività interventistica, sperimentazioni di Fase 1, ecc.) l’attuale assetto è penalizzante e non è percorribile (tempi, investimenti, logistica, duplicazione di servizi esistenti) la realizzazione di un Comprehensive Cancer Center a Meldola, ove concentrare servizi oggi già presenti negli ospedali della rete romagnola.

Da ultimo la dimensione ridotta (80 milioni di bilancio contro ad esempio, i 230 di INT o 250 di IEO) rende molto difficile la competizione su indicatori volume dipendente (come ad es. Impact factor di 900 punti attribuiti come limite soglia indipendentemente dal numero di dipendenti, 450 per IRST contro i circa 1200 di INT), nonché la possibilità di avere economie di scala.

Nonostante questo limite, a seguito della valutazione comparata da parte del Ministero della Salute sulla base di parametri oggettivi assistenziali e di ricerca, il nostro Istituto si è classificato tra i 51 IRCCS italiani al 16° posto pur essendo 38° per dimensione per l’anno 2018. Da ultimo i nuovi requisiti per poter ottenere l'accreditamento dall'OECI-EEIG (Organisation European Cancer Institute – European Economic Interest Grouping) come Comprehensive Cancer Care Network, proprio resi disponibili in questi giorni all’incontro al quale ho partecipato, sanciscono la necessità di un aumento della estensione del volume e un incremento della complessità delle attività collegate all'IRST IRCCS.

I nuovi requisiti richiedono pertanto che questo progetto, per potersi ulteriormente sviluppare, garantendo nuove offerte assistenziali a questo territorio, coinvolga l'intera rete ospedaliera Romagnola. Per questo motivo, anche se molto è stato fatto, confermando la mia fiducia nell'operato dei Soci dell'Istituto e dei componenti del CdA, essendo in corso un positivo confronto tra tutte le istituzioni interessate, sono a richiedere con forza il sostegno dell’Amministrazione Regionale, di tutte le Amministrazioni Locali e dell’Azienda Sanitaria della Romagna, sperando che prima della conclusione della legislatura regionale si possa giungere al completamento del percorso verso il Comprehensive Cancer Care & Research Network e la costruzione di una solida Rete Oncologica.

Il Presidente IOR e Direttore Scientifico Emerito IRST IRCCS

Prof. Dino Amadori


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
IRST - Meldola

Data pubblicazione:  5/22/2019
 

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